Chiamarlo amore non si può
femminicidio-stop

Anche noi studenti del Masi abbiamo partecipato al conferenza sul “Femminicidio”,

durante le quali più volte ci è stato proposto di intervenire. Devo ammettere che non

mi sono mai messa in gioco con un mio intervento. Tuttavia non riesco a tenere solo

per me la mia riflessione sugli incontri. Ai relatori rispondo: non parliamo di

“femminicidio” ma di “assassinio” senza le attenuanti offerte dal lessico: “follia”,

“disagio”, “educazione sbagliata”. Non dobbiamo continuare ad usare parole che

danno un senso di “appartenenza”. E’, a dir poco, contraddittorio deprecare un

crimine e nello stesso tempo offrigli una “attenuante”. Dobbiamo abolire parole

“confortanti”, nella stessa misura in cui dovremmo applicare la damnatio storica a

“certi fenomeni”, eliminando il lessico che offre senso di appartenenza come “

Femminicidio, mafia, follia”. Ottima la prescrizione dl “farmaco” del quale

consigliamo l’uso costante.

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