Il Signoraggio: Mito, Storia e Realtà
banche

Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più la teoria del presunto “complotto del signoraggio bancario” dove si afferma che i debiti pubblici delle nazioni sarebbero il frutto della truffa delle banche centrali che cedrebbero la moneta ai governi in cambio ti titoli di Stato. Le banche, quindi, farebbero pagare una moneta che a loro non costa nulla aumentando il debito pubblico delle varie nazioni. Il signoraggio, che riempie le righe delle pagine web, è una leggenda metropolitana una verità economica e monetaria?
Questo termine affonda le sue radici nell’Europa del medioevo. In quel periodo chiunque poteva recarsi alla zecca con il proprio pezzo di metallo prezioso e farlo coniare trasformandolo in moneta. Il simbolo che vi veniva impresso era il marchio del Signore che garantiva il peso e di conseguenza il valore della moneta. Il sovrano tratteneva per sè un piccolo guadagno chiamato appunto “diritto di signoraggio”.
All’inizio del Diciannovesimo Secolo ci fù un decisivo progresso con l’introduzione della carta moneta. Essa annullò la necessità di produrre grandi quantità d’oro e d’argento. La carta moneta era, appunto, un semplice “seno convenzionale” dal costo di produzione quasi nullo.
Con l’introduzione di questo tipo di moneta, aumentarono le opportunità di trarre profitto dal signoraggio. L’esempio più eclatante è sicuramente la cosiddetta alluvione delle banconote della rivoluzione francese che costò alla Francia un’inflazione del 10000%.
Per evitare questi abusi si affermò l’idea che l’emissione di moneta sarebbe dovuta essere indipendente dai governi. Le prime ad avere la facoltà di emettere moneta furono le banche commerciali. Esse erano sottoposte a numerosi obblighi tra i quali spiccava la convertibilità delle banconote in oro ad un tasso fissato per legge. Al termine del primo conflitto mondiale ci si rese conto, però, che l’obbligo di convertibilità comportava forti svantaggi per la stabilità economica. In momenti di crisi, infatti, questa limitazione comportava una forte diminuizione della moneta circolante accentuando le crisi stesse.
Questo obbligo venne perciò abolito e l’emissione di moneta venne affidato alle banche centrali.
Nel Sistema Economico attuale in Europa ed in Italia il “Signoraggio” , ovvero il reddito derivante dall’emissione di moneta, corrisponde agli interessi sui titoli. La moneta prodotta dalle banche centrali può essere spesa esclusivamente per acquistare titoli di Stato dal sistema bancario. Tale acquisto avviene, quasi sempre, tramite operazioni a termine: alla scadenza la banca centrale riceve nuovamente la moneta e la controparte i titoli.
Naturalmente le banche centrali pretendono un tasso di interesse su questi prestiti: il famoso valore che la BCE stabilisce ogni primo giovedì del mese e che corrisponde appunto al signoraggio.
Nulla di segreto o di strano: questo ricavo in parte serve a coprire le spese di funzionamento degli enti, per il resto va allo Stato (e quindi al popolo)

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