Basterebbe seguire le norme di sicurezza

Lo Stato italiano ha imposto  norme di sicurezza alle aziende che  occupano addetti a lavori rischiosi.  Per esempio i muratori e gli operai che ristrutturano e costruiscono palazzi devono avere caschi e scarpe antinfortunistiche. L’INAIL è un’organizzazione per assicurare gli operai, ha iniziative per la riduzione del tasso di infortunio e casi di malattie contratte sul posto di lavoro. Un esempio di incidente sul lavoro è avvenuto il 17 settembre 2016 a Taranto, in cui Giacomo Campo è deceduto schiacciato da un rullo mentre lavorava. Purtroppo le leggi si possono infrangere facilmente poiché gli ispettori sono pochi e un’azienda può essere controllata anche una volta ogni tre anni, quindi le aziende possono benissimo sentirsi esonerate dall’acquisto del necessario equipaggiamento di sicurezza.  Inoltre alcune fabbriche inquinano fiumi con lo sversamento dei residui di lavorazione senza l’utilizzo di filtri. Ciò rovinerà il territorio, per questo bisogna sforzarsi di tutelare l’ambiente, altrimenti l’inquinamento conseguente potrebbe portare malattie e alterare l’ecosistema. L’ideale sarebbe che le fabbriche e le aziende smettano di infrangere la legge e utilizzino misure di sicurezza e di soccorso immediate ed efficienti.  Le aziende assumono spesso dipendenti in nero, cioè senza denunciarne l’assunzione, per pagare meno tasse, questo non è giusto per il lavoratore ma anche per l’intera comunità che invece assolve a tutti gli obblighi di legge, la speranza è di non essere scoperti e che non ci siano incidenti.  Nel 2007 alla  Thyssenkrupp, avvenne una tragedia, in un rogo provocato dalla rottura di un tubo contenente olio, morirono 7 operai. Si venne poi a sapere che gli estintori erano vuoti e che gli operai erano costretti a straordinari forzosi. Ci fu un processo, i vertici dell’azienda condannati, però niente ripagherà i familiari di quelle vittime dell’incuria e dell’avidità.

 

Domenico De Caro Scuola Secondaria di 1^ grado “Michelangelo” Bari classe 2^ C

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