“Metti KO l’illegalità”

 

Questa mattina, giovedì 27 ottobre, noi alunni della classe seconda A, insieme ad altre classi seconde, siamo andati nell’Aula Magna della nostra scuola per partecipare ad un incontro promosso dal MOIGE dal titolo “Metti KO l’illegalità”.

Due poliziotti di cui un ’ispettrice ed uno psicologo insieme ad un maresciallo dei carabinieri ci hanno ampiamente illustrato quali sono le varie forme di illegalità a volte anche subdole. La nostra attenzione è stata sin dal primo approccio con essi, notevole.

Dalle forme illegali minori come, ad esempio, non pagare il biglietto dell’autobus si è, poi arrivati a illegalità più gravi come inquinare l’ambiente o dichiarare al fisco meno di quanto si guadagni; in seguito ci hanno fatto capire che anche a scuola si commettono delle illegalità  ignorate e spesso sottovalutate da noi ragazzi, come ad esempio imbrattare i muri, disegnare o fare intagli sui banchi, fare a botte, sporcare i bagni.

L’ispettrice poliziotta ci ha poi messo al corrente di un fenomeno che si verifica spesso nella vita quotidiana scolastica e non: il bullismo, e a questo proposito ci ha consigliato, in caso di soprusi o prepotenza, di parlarne immediatamente con genitori e insegnanti di non aver paura! Affrontare con coraggio e forza e non celarsi per paura di ripercussioni.

Il bullo, la maggior parte delle volte, vuol far credere ai suoi coetanei, di essere più forte di quanto non sia realmente. Lo fa per attirare l’attenzione e a volte si tratta di un ragazzo che, dentro di sé, si sente debole e spesso ha problemi di socializzazione e cattivi esempi familiari.

E’ anche per evitare queste spiacevoli situazioni che le REGOLE ovvero le norme che regolano i rapporti umani, ci vengono in auto, ci hanno spiegato i poliziotti.  Le regole, nella società sia degli adulti che dei ragazzi, servono a creare ordine, a disciplinare i rapporti, a vivere CIVILMENTE. Bisogna rispettarle. E questo è compito educativo prima di tutto delle famiglie e poi della scuola, la quale da sola non potrebbe mai sopperire alle carenze educative dei genitori. La scuola continua l’opera educativa già intrapresa in famiglia!

Le regole vanno rispettate a casa, a scuola, nello sport, nei giochi.

Le regole, che sono poi quelle che col tempo conosceremo come le nostre leggi, non ci impediscono di essere liberi, al contrario! Ci proteggono da soprusi e prepotenze e ci permettono di fare le cose in modo coerente e senza danneggiare o ledere la libertà altrui.

Sulla corretta definizione della parola bullo, ci siamo soffermati parecchio, venendo alla conclusione che per bullo non si intende solamente una persona che ti minaccia fisicamente, ma anche qualcuno che lo fa tramite uno schermo e in questo caso si tratta di cyberbullismo.

Un cyberbullo può forse essere più pericoloso. Può ricattarti o può addirittura essere un pedofilo. E’ per questo che ci è stato detto di non fidarci di chi ci contatta tramite messaggi o sui social network, perché dietro il falso profilo di un ragazzo della nostra età, potrebbe nascondersi un uomo adulto o un delinquente che ci chiede di condividere con lui alcune foto intime a patto che si faccia ciò che egli vuole, fino ad arrivare all’umiliazione della nostra persona.

Un altro modo per commettere illegalità virtuali è quello di creare applicazioni richiedenti dati personali con cui è possibile sottrarre denaro e prendere il controllo del dispositivo cellulare.

Non siamo ancora adulti, ma proprio per questo è importante conoscere gli aspetti sbagliati del comportamento umano, a scopo preventivo.

Conoscere le regole e le leggi è importante ma lo è ancora di più accettarle, interiorizzandole e rispettarle perché esse ci consentano di vivere sereni, in modo onesto e di mettere

“ KO l’illegalità”!

 

 

Grassi Edoardo, Di Biase Antonio classe 2^A

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