#notechnologychallenge

La tecnologia è ormai entrata a far parte della vita quotidiana. Cosa succederebbe se improvvisamente ci si ritrovasse a non poter usare strumenti elettronici? Questa la domanda che si sono posti i membri di Lucidafollia, associazione giovanile che coinvolge i ragazzi della zona di Valenzano in piccole attività concrete, finalizzate al bene della comunità. Tutti hanno deciso di mettersi alla prova, documentando con un video le loro ventiquattro ore senza tecnologia e, con l’hashtag #notechnologychallenge, hanno lanciato la sfida ad altri coetanei. Questa è stata colta al volo dai ragazzi di SottoSopra–Movimento giovani per Save the Children del gruppo Bari-San Lorenzo. Tra coloro che ci hanno provato, non tutti ne sono usciti vittoriosi: alcuni, infatti, sono tristemente arrivati alla conclusione che oggi come oggi una vita senza le comodità della tecnologia è davvero impossibile, anche solo per il fatto che la società in cui viviamo ci “impone” di usarla, ci mette in condizioni per cui non se ne può più fare a meno. Tutti hanno concordato, però, sul fatto che ogni tanto si dovrebbe sentire la necessità di spegnere i social networks, per accendere sentimenti, emozioni, la vita vera che va al di là dell’inganno di quella virtuale che ci si costruisce online. Insomma, tutti sono rimasti soddisfatti da questa esperienza, anche coloro per i quali è durata solo poche ore. Il video si presta già a diventare virale: altri ragazzi hanno accettato la sfida. Raggiungeranno l’obiettivo finale?

 

Martina Varriale III M

Liceo Scientifico Statale E. Fermi Bari

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