Musulmani e integrazione – L’intervista a Zineb: «Io, discriminata a scuola e in città»
I musulmani e la loro integrazione nella comunità manduriana

Anche a Manduria c’è una piccola comunità musulmana che è riuscita negli anni ad integrarsi sul nostro territorio.

Personalmente conosco una ragazza di 18 anni Zineb Bouatioui di fede musulmana, di origine marocchina che è arrivata con la sua famiglia in Italia 14 anni fa e che come tante famiglie ha lasciato la propria terra per problemi economici alla ricerca di una migliore condizione di vita.

A lei ho posto delle domande per capire qualcosa in più della sua cultura…

Quanto è grande la comunità musulmana a Manduria e dove vi riunite?

«Siamo 20 famiglie di origine marocchina tranne 3 di origine italiana.

Gli uomini si riuniscono per pregare a Sava in una struttura comunemente definita moschea ma in realtà è un centro culturale; mentre le donne, nella religione islamica, non possono pregare nella stessa stanza insieme agli uomini e perciò, dato che non c’è un’altra stanza nella moschea di Sava, noi preghiamo a casa, 5 volte al giorno».

La vostra comunità si è ben integrata o ha avuto problemi?

«La nostra comunità si è ben integrata soprattutto grazie al supporto dell’amministrazione comunale.

L’Imam di Sava ha chiesto, poi, la collaborazione del comune di Sava per pregare in piazza durante le prossime occasioni musulmane, per dimostrare a tutti che noi siamo qui in pace».

Quali sono le difficoltà che incontra uno straniero di fede musulmana che si trasferisce in Italia?

«La principale difficoltà che uno straniero adulto incontra venendo nel nostro Paese è in particolare la mancanza di luoghi di culto, oltre a quella della lingua diversa».

A che età i ragazzi musulmani si avvicinano alla religione? E ci sono delle scuole di formazione come per noi cattolici c’è il catechismo?

«I ragazzi si avvicinano alla religione già da appena nati, ma io l’ho iniziata a praticare verso i 15 anni. Non ci sono scuole di formazione né in Italia né nei paesi musulmani anche se si sta cercando di inserire un corso per i bambini presso le scuole».

Durante l’ora di religione a scuola come ti comporti? A te crea problemi la presenza del crocifisso in aula?

«Fino a quando ho frequentato la scuola secondaria di primo grado, durante l’ora di religione uscivo dall’aula, oggi invece gli istituti offrono potenziamento in alcune materie, mentre dada quando sono all’istituto superiore seguo le lezioni di religione perché si affrontano temi attuali e con i miei compagni cerchiamo un confronto/paragone tra l’Islam e la religione cattolica.

Assolutamente no, in quanto anche la mia fede riconosce la crocifissione di Gesù ed è una forma di rispetto per gli usi, la cultura e i costumi locali della religione cattolica».

Frequenti amiche musulmane o anche cattoliche?

«Frequento soprattutto amiche cattoliche perché sono mie coetanee, mentre quelli musulmani sono più piccoli di me».

La cultura islamica impone un copricapo alla donne: tu a che età lo hai indossato e che significato ha?

«Io ho messo il copricapo “hijab” a circa 15 anni ed ha un significato personale per me. Di solito si indossa per rispetto verso la propria cultura e la propria religione dalle donne sposate per non far vedere i capelli agli “estranei”; ma comunque è una propria scelta e non è obbligatorio metterlo».

Hai mai subito torti o discriminazioni a causa della tua fede?

«Purtroppo si, non solo a scuola, ma anche fuori. In particolare, dopo l’attentato di Parigi sono stata discriminata da parte di alcuni compagni di scuola ma anche da parte degli stessi manduriani, hanno avuto nei miei confronti atteggiamenti di disprezzo e mi sono sentita profondamente umiliata, addirittura la gente comune in mezzo alla strada quando le passavo davanti si allontanava da me come chissà quale malattia contagiosa avessi.

Sono stata vittima di pregiudizi e commenti razziali a causa della mia religione e per me è davvero offensivo essere associata a degli assassini che uccidono in nome di Allah, provo rabbia e sconcerto nell’essere chiamata “bastarda islamica” perché l’Islam è ben altro. Mi dà molto fastidio essere accomunata a gente con cui non condivido il pensiero e rabbrividisco nel sentire la frase “per voi musulmani…”. Sono distante dai terroristi che predicano la conversione globale e la sottomissione alla religione dell’Islam e da qualsiasi altro ignorante che si nasconde dietro il nome di Allah per una guerra che sembra più economica che religiosa.

Non bisogna generalizzare e condannare tutto il mondo islamico per gli attacchi terroristici, bisogna separare il terrorismo dalla religione perché i fanatici sono solo delle mine vaganti e non è giusto associarli all’intera comunità; il vero orrore sta nel non saper distinguere il vero nemico».

Pensi che alla base di quest’odio verso il mondo occidentale ci sia il fondamentalismo islamico o altre ragioni? Cosa pensi dell’ISIS?

«Si, alla base di quest’odio verso l’occidente, secondo me, c’è il fondamentalismo islamico, ma l’ISIS non ha ASSOLUTAMENTE nulla a che fare con l’ISLAM perché quest’ultimo significa pace, mentre coloro che si fanno esplodere in nome di Allah rappresentano un insulto per la mia religione. Non vi è nulla di islamico nello Stato Islamico, o Isis. In realtà è una massa di giovani asserviti, arrabbiati e assetati di sangue, apparsi dal nulla che dell’Islam capiscono poco, il cui scopo è terrorizzare il mondo attraverso il rito del suicidio religioso per raggiungere immediatamente il paradiso.

In Occidente viene chiamato “kamikaze” ma egli si considera uno “shaid”, termine coranico che significa “martire-testimone”, che muore combattendo contro gli infedeli. Essi vedono l’Occidente come il nemico dell’Islam e tutti quelli che si alleano con esso come traditori, anche se essi stessi musulmani.

Per chi non lo sapesse, i terroristi hanno fatto stragi in varie parti del mondo e le prime vittime sono state proprio i musulmani, ma chissà perché nessuno ne parla: oggi a Parigi, ieri e domani in Siria, Libia e Palestina…

L’islam è ben altro! Purtroppo i media e i network distorcono talvolta le informazioni o non le diffondono o modificano il contenuto degli avvenimenti riguardo le stragi che stanno avvenendo dando più importanza alle stragi terroristiche e meno alle guerre che si continuano a combattere e che ogni vittima di qualsiasi nazionalità va rispettata e ricordata. Noi musulmani prendiamo assolute distanze da questi estremisti soprattutto perché la nostra religione non predica odio, crediamo nella risoluzione pacifica dei conflitti, non imponiamo le nostre idee; non si sporca le mani con la violenza, anche quando viene dal suo campo. L’estremista è tutto il contrario»

Secondo te cosa divide veramente il mondo arabo da quello occidentale?

«La lingua, i pregiudizi, la religione, l’ignoranza vera e propria»

E’ possibile sconfiggere, almeno in parte, i pregiudizi di chi non conosce l’Islam?

«È difficile per via dei diversi attentati, ma non dobbiamo dimenticare la storia che ci insegna che le civiltà orientali (islamiche) e quelle occidentali (cristiane) hanno vissuto insieme da secoli e nonostante momenti di tensione hanno superato le loro divergenze. Per secoli i popoli islamici hanno esportato a tutto il mondo progresso e conoscenza, arte e cultura. Tutto ciò quando ancora i paesi occidentali vivevano nell’arretratezza e nell’ignoranza».

E’ possibile un dialogo interreligioso tra i popoli e in che modo?

«Io credo di sì e voglio sperarlo. La storia è ricca di esempi di tolleranza da parte dei Musulmani nei confronti di altre religioni: ad esempio gli ebrei non sono mai stati perseguitati dagli arabi, vivevano liberi di professare il proprio credo e soprattutto liberi di lavorare».

Cosa può o dovrebbe fare secondo te la comunità islamica italiana e internazionale per frenare i fondamentalismi?

«Occorrerebbe aumentare la creazione di eventi a cui far partecipare cattolici e musulmani soprattutto per cominciare ad abbattere pregiudizi ed ignoranza che stanno portando all’islamofobia, e anche noi stessi musulmani dobbiamo assumere atteggiamenti diversi per farci conoscere meglio; poi non bisogna assolutamente sottovalutare dichiarazioni o atteggiamenti violenti per evitare di arrivare al peggio. Per realizzare ciò è importantissimo il dialogo e il rispetto della libertà di culto e di pensiero di ciascuno senza essere discriminati o insultati per poter raggiungere una pace e armonia sociale durature.

Vorrei essere libera di essere me stessa senza essere disprezzata per chi sono e giudicata invece per chi non sono!».

 

Sara Attanasio 3ª B

I. C. “Prudenzano” – Manduria

35 voti totali
2 Comments
  1. Roberto Rotondo 6 mesi ago

    Ciao Sara, sono Roberto Rotondo, responsabile della comunicazione di Auxilium. La tua intervista è molto interessante per molti motivi. Il primo è che dai occasione al lettore di conoscere il pensiero di una ragazza di religione musulmana su alcuni temi chiave dell’attualità: L’Isis, il rapporto tra integralismo e religione, l’integrazione tra diverse tradizioni. Ma soprattutto mi è piaciuta la tua scelta di intervistare Zineb, una tua coetanea, perché molte volte non teniamo conto di giovani come Zineb, di famiglia marocchina, ma che ha vissuto più di tre quarti della sua giovane vita in Italia. Lei, dalle sue parole, si sente italiana, parte della nostra società e credo debba essere frustrante sentire ancora diffidenza attorno a sé. Le sue risposte sono molto interessanti, ma fanno trasparire anche una certa stanchezza nel dover sempre spiegare che il suo mondo, le sue relazioni, il suo modo di pensare, non c’entra nulla con il fondamentalismo islamico e con i terroristi.
    Se puoi e vuoi approfondisci con altre interviste!

    • sara attanasio 6 mesi ago

      Buonasera signor Roberto Rotondo, sono lusingata del suo commento e per aver apprezzato il mio articolo.
      Spero di essere riuscita a trasferire il messaggio grazie anche alla disponibilità di Zineb.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Edisud S.p.A., Piazza Moro 37, 70122 Bari, Cap. Soc. € 5.000.000,00 I.V. REA Bari n.192794 Iscr. Trib. Bari Reg. Soc. N. 12372 El. 1/81 P.I.e c.f. 02492480724
or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account