QUALE CAPPELLO VUOI USARE PER PENSARE?

Nel laboratorio di giorIMG_ART_AlboPressnalismo ci è stato proposto un metodo per parlare della Shoah. Intanto…
Cosa è questo tragico evento che ha fatto scrivere tantissime pagine di storia? Allora…
Il termine Shoah significa catastrofe. Fra il 1939 e il 1945, nel corso della guerra scatenata da Hitler per conquistare l’Europa, furono sterminati dai cinque ai sei milioni di ebrei.
Ritornando a noi: il metodo proposto è stato quello dei sei cappelli di Edward De Bono. Il principio si basa sul pensiero parallelo (le parallele non si incontrano mai). Allo stesso modo, questo metodo consente di mantenere ogni tuo pensiero separato dagli altri, permettendoti così di concentrarti al meglio su ogni punto di vista. Il nostro cervello non riesce a concentrarsi se spazia da un argomento all’altro senza logica, e non rende nemmeno la metà di quello che potrebbe
fare, se non correttamente indirizzato.
Per adottare il metodo, ci siamo divisi in sei gruppi individuati da colori: il gruppo dei rossi tratterà la Shoah dal punto di vista emotivo, soprattutto attraverso la poesia; il gruppo verde in rapporto all’arte; il gruppo bianco racconterà la storia dell’olocausto; il nero degli aspetti negativi; il giallo dei positivi ed il blu parlerà dell’organizzazione del lavoro (quello che sto facendo io in questo articolo). Questo avvenimento ci serve per ricordare e non commettere atrocità del genere in futuro e permettere che l’Europa non si macchi più del sangue di innocenhti. Questo messaggio, quindi, deve essere rivolto soprattutto a noi giovani, futuri cittadini d’Europa.

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