I video game: un’arma a doppio taglio

I video game sono i protagonisti delle vite dei nostri ragazzi. A volte c’è un abuso di essi. Ma è proprio opportuno che i giovani si dilettino con questi strumenti? Si tratta di un gioco sano? Abbiamo deciso di valutare gli effetti positivi e negativi di questi per capire che tipo di uso farne.
Tra gli effetti negativi c’è l’aggressività riscontrata nei giochi violenti dallo psicologo Craig Anderson . Anche uno studio dell’Indiana University si é concentrato recentemente su questo argomento, individuando nel gioco violento un pericolo non indifferente per le capacità relazionali, pericolo che risulta essere di natura neurobiologica, visto che il gioco modifica alcune aree del cervello. Secondo la Teoria dell’attivazione generale, negli spettatori di comportamenti violenti si produrrebbe un eccitamento e quindi si determinerebbe un aumento del livello di attività e delle tendenze di risposta. Se nello spettatore gli atti di tipo antisociale occupano una posizione gerarchica preminente, allora l’eccitamento renderà improvvisamente disponibili proprio le risposte di tipo violento. Al di là degli effetti o dei rischi connessi con l’uso eccessivo dei giochi di ogni genere infatti, esiste un problema connesso con la patologia vera e propria, perché i videogiochi possono in alcuni casi avere effetti simili alla dipendenza da sostanze stupefacenti.
I videogames hanno anche degli effetti positivi, come scrive Seymour Papert (1994) “gran parte dell’attività di un videogioco consiste nell’imparare: dalle abilità e dalle coordinazioni complesse dei giochi sensomotori fino ai più sofisticati procedimenti di deduzione logica, di calcolo e di previsioni dei giochi di strategia. I videogiochi sono per lo più ardui, irti di problematiche e richiedono tecniche complesse e di difficile apprendimento. I videogiochi, essendo il primo esempio di tecnologia informatica applicata alla produzione di giocattoli, rappresentano il primo approccio dei bambini al mondo dei computer”.
Inoltre, stimolano i processi mentali, in quanto l’attenzione dello spettatore è catturata da tutta una serie di immagini del video, veloci, in movimento che mantengono la sua mente in uno stato di allerta e lo obbligano a una risposta continua.
Oggi esistono software informatici sviluppati da alcune aziende specializzate che prevedono programmi di videogiochi per sostenere l’apprendimento anche in presenza di disturbi specifici, quali dislessie, discalculie o deficit sensoriali.
di Carmine Scapato e Cristian Verde 2O

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