IL FUMO… UN GRANDE NEMICO

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Ogni anno il fumo uccide circa cinque milioni di persone e la cifra è destinata ad aumentare sempre più se l’abitudine di fumare non sarà efficacemente contrastata nei paesi in via di sviluppo, là dove si incentra maggiormente il mercato delle multinazionali del tabacco.

Il fumo si origina dalla combustione incompleta del tabacco e della carta che l’avvolge ed è costituito da circa quattromila sostanze di cui le più conosciute sono: la nicotina, il catrame, il monossido di carbonio, la formaldeide e l’ammoniaca. La nicotina è un alcaloide naturale presente nelle sigarette in percentuali tali da non risultare tossica; essa tuttavia genera dipendenza stimolando il sistema nervoso centrale; per tale motivo la nicotina è stata paragonata a sostanze simili alla cocaina e l’eroina. Nel periodo che va dal 1960 sino ad oggi, mentre la produzione globale di tabacco si è dimezzata nelle nazioni occidentali, essa è invece aumentata di tre volte nei paesi in via di sviluppo. Proprio in questi paesi le persone spendono per il tabacco somme di denaro spropositate rispetto al loro reddito, inoltre in questi Paesi i pacchetti di sigarette vengono venduti senza le avvertenze dei rischi per la salute come invece avviene da noi in occidente. Per tale motivo l’industria del tabacco ha spostato marketing e vendite nei paesi a basso reddito, ovvero in quelle nazioni che hanno politiche per la salute meno efficaci.

Il fumo poi si intreccia tristemente al mondo dei bambini e dei ragazzi, sia per la produzione sia per il consumo.

L’UNICEF stima che nel mondo circa il 72% dei bambini viene impiegato come manodopera nelle piantagioni di tabacco e ciò impedisce loro di frequentare la scuola. La lotta contro il fumo nei Paesi in via di sviluppo si complica e trova molte resistenze,anche perchè l’esportazione delle foglie di tabacco è una voce importante nel bilancio di questi stati.

Inoltre sono tanti i bambini e i ragazzi che risultano fruitori diretti di queste sostanze, con tutto ciò che esse comportano in termini di salute. L’organizzazione mondiale della Sanità è decisa a proseguire la sua campagna di informazione in quanto secondo recenti studi è emerso che il fumo nei prossimi anni causerà più morti dell’AIDS, della Tubercolosi, degli incidenti stradali, degli omicidi e dei suicidi.

Secondo noi per combattere il problema, bisognerebbe soprattutto sensibilizzare i giovani. I governi dovranno promuovere efficaci campagne di informazione, vietando immagini, modelli e stereotipi ingannevoli e allettanti. I ragazzi sanno che fumare è nocivo per la salute, ma si continua a farlo. Di solito si inizia a fumare da giovani , soprattutto per imitazione, magari di un tipo “figo”o perché si pensa in questo modo di “far parte del gruppo”. I giovani , infatti, tendono a rafforzare la propria identità scegliendo amici e compagni simili a se stessi o che si considerano modelli affascinanti. Di conseguenza i gruppi si costituiscono e tendono a differenziarsi sempre più in base a questa caratteristica e crescendo i fumatori hanno un numero sempre più alto di amici fumatori. Il fumare inoltre sembra facilitare l’inserimento nel gruppo, al punto che i ragazzi che non fumano si sentono più facilmente tagliati fuori dalle attività svolte dai ragazzi della loro età; temono di non riuscire a farsi degli amici e si sentono socialmente più incerti.

Poi, anche se il fumo non serve più per le suddette ragioni psicologiche e sociali, è difficile smettere perchè la nicotina crea dipendenza; inoltre al fumatore sembra che il fumo aiuti a vincere la stanchezza ed ad alleviare lo stress.Ci auguriamo che si investa sempre più in campagne di sensibilizzazione e che, soprattutto, non arrivino a noi giovani messaggi contraddittori che da un lato dicano cosa sarebbe “giusto” fare, dall’altro cosa risulta “bello” fare…

A cura di:

Sabato Martina, Montenegro Vincenzo, Paglialunga Luca , Pierluigi Antonicelli e De Marco Dorotea.

Scuola Secondaria Primo Grado “F.P. Losapio”

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