Morti Bianche, Meno risparmio più sicurezza
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In tre anni 5252 persone hanno perso la vita mentre

stavano lavorando. L’ultimo ad essere vittima di un

incidente sul lavoro è stato Manuele Rossi (35 anni) all’

interno dello stabilimento di viale Kennedy a San Severo.

L’operaio è stato investito da un muletto da 3,5 tonnellate.

L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Riuniti di

Foggia, ma non c’è l’ha fatta! Ormai di questi avvenimenti

ne sentiamo parlare tutti i giorni. Il problema delle morti

bianche non è da sottovalutare, molte volte le morti sono

dovute per lo più al non rispetto delle regole riguardante la

sicurezza sul lavoro che sono presenti nel Testo Unico. Lo

stato, da parte sua, ha cercato di migliorare la sicurezza dei

lavoratori, con la legge 626. Questa legge è molto utile, ma

a volte di trasformarsi solo in una montagna di carta e

incidere poco sulla sicurezza reale, lo dimostrano i numeri.

Questa legge è stata messa in vigore per evitare che si

risparmi sulla sicurezza. Il problema è talmente grave che

alcuni anni fa il Presidente della Repubblica ha affermato:”

Morire sul posto di lavoro è assurdo, soprattutto per una

repubblica come l’Italia, la cui Costituzione è basata

sull’lavoro. Pensate che, negli appalti pubblici, questi costi

sono esclusi dal bando di gara, in maniera che non si

possa fare la gara sul prezzo per quanto riguarda il rispetto

delle norme di sicurezza. La colpa appunto è da imputare

principalmente ai datori di lavoro che non adeguano i posti,

non fanno rispettare, a volte, anche le più elementari norme

di sicurezza. Come se la vita umana fosse un bene da

tutelare meno della produttività. Più sicurezza, vuol dire

fare le cose con più calma, attenzione e maggiori costi.

Quindi, nell’ ottica del guadagno, è conveniente rischiare. Il

tutto va bene finché non ci scappa il morto! E li poi tutti a

piangere. Ma è anche colpa di chi dovrebbe garantire la

sicurezza e da chi dovrebbe fare controlli! Perché dalla

noncuranza ne vanno di vite umane.

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