In Basilicata resistono le tradizioni culinarie

Il cibo è un elemento fondamentale. Ogni territorio ha proprie tradizioni. Basilicata: regione caratterizzata da piccoli paesi che conservano  tradizioni culinarie del passato. La regione contava una vasta zona montuosa e una restante ricoperta da boschi, ciò che rimaneva era utilizzato per il pascolo. Essa si basava su un’economia cerealicolo-pastorale in cui i contadini vivevano di una alimentazione definibile “primitiva”. A Natale ogni famiglia contadina uccideva un maiale che si salava per poi conservarlo e gustarlo in occasioni straordinarie. La carne  veniva consumata raramente, per molti solo nelle grandi occasioni. Ciò che faceva parte della dieta contadina erano castagne, legumi, piselli, fave e ortaggi. Gli alimenti più importanti erano il pane, la pasta e la verdura. Sulle nostre tavole era maggiormente consumato il pane, perché si coltivava “molto”grano. Ogni famiglia lo impastava nella propria casa e andava a cuocerlo in un forno dove vi si recavano altre donne. Per distinguere le proprie pagnotte da quelle altrui usavano timbri che riportavano iniziali del nome o simboli personalizzati. Il pane maggiormente consumato era quello di grano duro. Veniva utilizzato per gratinare le carni o per essere mangiato con i legumi. Quando si impastava era abitudine riservare una porzione di pasta per preparare  “ u crescent” un lievito naturale. L’alimentazione oggi è cambiata e sono pochi coloro che conservano le tradizioni. La scuola deve far conoscere ai ragazzi l’importanza per meglio comprendere il presente.

Lamanuzzi Pierpaola e Sanua Gabriella

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