Parità uomo-donna: basta mentire!

Da sempre la donna è stata assoggettata all’uomo, per contrastare questa concezione nasce, nel XVIII secolo in Europa, il movimento femminista ; tra i diritti per cui le donne si mobilitano vi sono: il diritto all’istruzione, al voto, al lavoro, alla libertà sessuale. Grazie a questi movimenti, la donna occidentale del XXI secolo, può finalmente concedersi il lusso di fare della propria vita, ciò che vuole. Sebbene molti campi lavorativi siano, ancora oggi, di dominio prevalentemente maschile, la donna in carriera è pronta a sfatare il mito del “sesso debole”. Queste conquiste della donna si manifestano anche nell’abbigliamento: prima costretta a vestire lunghe gonne e stretti bustini, ora libera di indossare minigonne, tacchi alti, leggings o comodi pantaloni, di decidere se nascondere il proprio corpo oppure mostrarlo. Purtroppo però, negli ultimi anni, tale libertà potrebbe riportare la donna indietro nel tempo, in quanto rischia di essere apprezzata solo per il suo corpo, la sua immagine. La moda dettata dall’audience televisivo e pubblicitario ha trasformato la donna in un oggetto dal duplice significato: da una parte la “regina della casa” rigorosamente vestita, sempre sorridente e rassicurante nel suo ruolo di madre e perfetta colf, dall’altra la “femme fatale” per la maggior parte svestita, ammiccante, seduttiva. Finché nella nostra cultura la donna continuerà ad essere rappresentata in questo modo, l’8 marzo non potrà essere considerata una giornata di festa, ma di lotta.

Simona Marinelli (III C)

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