Quando la comunicazione ci trasforma in “vittime”

La tecnologia è sicuramente il “miracolo” del XXI secolo. Uno dei più importanti apparecchi elettronici utilizzati è il telefono cellulare; esso ha apportato moltissimi benefici nella comunicazione a distanza, nella rapidità delle ricerche, intese anche come mezzo di informazione, o anche semplicemente nella sua funzione di intrattenimento. Tuttavia, in concomitanza con gli aspetti positivi, vi sono moltissimi aspetti negativi: rafforzandosi la comunicazione a lunga distanza, si è indebolita l’interazione con chi è vicino. Ciò ha portato le persone ad estraniarsi dal mondo reale; inoltre si è verificata una notevole crescita del fenomeno del cyberbullismo. La facilità con cui i giovani possono interagire li agevola notevolmente, ma può rendere pericolosa la comunicazione fra loro. I cyberbulli sono persone che si nascondono dietro lo schermo di un telefono, per colpire pubblicamente l’immagine delle “vittime”, spesso evitando di esporsi e di rivelarsi. La mancata identità del bullo è proprio ciò che lo rende forte e potente agli occhi degli altri.

Da adolescente ho la fortuna di non essere mai stata coinvolta in episodi di cyberbullismo; sono dell’avviso, però, che l’abuso dei social sia veramente dannoso, perché ferisce nella dignità ogni persona e ne destruttura la psiche. Siamo in un momento fondamentale della nostra crescita: dovremmo imparare a rispettare gli altri, a capire quanto importante sia non sentirsi “giudicati”, per vivere serenamente questa splendida età.

Nunzia Antonacci

2D Liceo Scientifico Statale E.Fermi, Bari

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