L’essere e il non essere del biologico

Negli ultimi anni si è discusso dei prodotti chimici di dubbia qualità utilizzati per aumentare la produttività agricola e dell’allevamento che indirettamente portiamo sulle nostre tavole, e dei processi meccanici industriali che hanno l’effetto collaterale di far perdere i nutrienti naturalmente presenti nostri cibi. Da qui si è cominciato ad avere una forte voglia di prodotti più naturali, genuini e che nella loro produzione non avrebbero causato danni ambientali. Da ciò consegue l’incessante avanzata del biologico negli scaffali dei nostri supermercati e l’apertura di negozi e ristoranti ad hoc, o ancora le numerose aziende del panorama pugliese e nazionale che sono passate all’agricoltura biologica che ci propongono delle alternative più genuine. L’Italia, in particolare, secondo le statistiche, è il maggior produttore di biologico in Europa con circa sessantamila imprese sparse per tutto il territorio e anche uno dei maggiori consumatori (circa il 21% del consumo annuo delle famiglie italiane è rappresentato da prodotti biologici). Da ciò si può comprendere il successo che ha avuto questo nuovo tipo di alimentazione e di quanto siano state mosse le coscienze del popolo italiano in termini di mangiar sano.

Effettivamente, mangiare cibo biologico aiuta a ridurre di circa il 90% la quantità di pesticidi accumulata nei nostri tessuti a causa della dieta tradizionale (International Journal of Environmental Research, luglio 2014); inoltre i prodotti biologici contengono più antiossidanti e meno metalli pesanti rispetto a quelli che si possono trovare comunemente nei supermercati (Newcastle University, settembre 2014).

Purtroppo, negli ultimi tempi, sono sorti non pochi dubbi e diverse polemiche sull’effettiva genuinità dei prodotti biologici soprattutto a causa di un servizio andato in onda sulla trasmissione di Rai 3, Report (Puntata del 10 ottobre 2016) in cui si è trattato dello scandalo di San Paolo di Civitate (FG), dove si è riusciti ad avere una certificazione del biologico falsificata, spacciando undicimila tonnellate di grano duro tradizionale come proveniente da agricoltura biologica. Videorisposte, ulteriori servizi, difese, autodifese, critiche e generalizzazioni hanno scosso il web nei giorni successivi a tale servizio, contribuendo al già presente clima di scetticismo e confusione tra le masse popolari,le quali hanno cominciato a vedere l’intero mondo del biologico come una truffa, un inganno e chiedendosi se il vero biologico esista davvero.

In questo clima di dispute è possibile affermare che il vero biologico ESISTE DAVVERO e con esso anche le aziende che hanno fatto di questa riscoperta dell’agricoltura genuina la loro vocazione (come è stato detto anche nello stesso servizio di Report). E’ altresì vero che è molto complicato scegliere ed affidarsi a produttori biologici seri, e molto spesso la gente ignara viene tratta facilmente in inganno. I prodotti biologici autentici presentano sulla confezione degli elementi in comune:

  1. Il marchio di certificazione biologica europea (la foglia verde con stelle bianche).
  2. Etichetta con il codice numerico attribuito dal Ministero delle Politiche Agricole e dicitura del paese di produzione (può trattarsi dell’Italia, “IT”, preferibile in quanto nel nostro Paese vi sono controlli più severi che negli altri Paesi della comunità europea, o anche un altro Stato dell’UE).
  3. Nome e indirizzo dell’operatore e del proprietario dell’azienda d’origine.
  4. Leggendo gli ingredienti, deve risultare che il 95% degli ingredienti provengono da agricoltura biologica.
  5. Eventuali diciture relative al metodo di produzione

Purtroppo, non sempre la presenza della certificazione europea garantisce l’autenticità del prodotto. Per questo motivo l’unico modo per avere la certezza della genuinità del biologico consiste nell’affidarsi a piccoli produttori che si possono conoscere personalmente oppure preferire l’acquisto in negozi del biologico specializzati e non accontentarsi delle marche che troviamo nei normali supermercati.

In conclusione, il biologico è una riscoperta di ciò che ci è stato trasmesso in passato sulle tecniche di agricoltura e allevamento ed è un mercato ancora in ascesa. Nel mondo e anche in Italia esistono persone e aziende che hanno fatto del biologico una scelta di vita; per questa ragione non è giusto demonizzare tutto un settore a causa di alcuni casi di illegalità, in quanto si può trovare in OGNI settore e il biologico non fa eccezione. In ultima analisi, spetta al consumatore la responsabilità di scegliere per sé le marche e i prodotti più affidabili per la propria salute.

Tamara Deceglie 3F

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