IL DIVARIO TRA FAME E OBESITÀ

Un enorme divario si è venuto a creare tra coloro che patiscono la fame e coloro che soffrono di obesità. Il cibo è fondamentale per la sopravvivenza; esso è l’elemento cardine della nostra vita, in quanto si può rinunciare a tutto tranne che a mangiare.
Come sostiene Rosanna Massarenti, direttrice di “altroconsumo” in “I valori del cibo“, è la natura che ci fornisce cibo, perciò in esso c’è il legame con la terra, un legame primordiale che ne ha studiato e rispettato ritmi e stagioni. Tutto ciò però ha portato ad un vero e proprio sfruttamento della natura, affinché essa ci dia i suoi frutti migliori. La stessa Massarenti afferma che il cibo è simbolo di condivisione e di accoglienza, un elemento di identità e di trasmissione di cultura, un vero e proprio valore. Il cibo chiede rispetto ed è ritenuto qualcosa di sacro da una parte, ma dall’altra solo una merce. Si fa tutto per poter pubblicizzare prodotti e creare così un ampio business;, infatti mai come oggi in televisione e sui giornali non si fa altro che parlare di cibo. Un esempio è rappresentato dal “pet food” per aumentare i profitti dalle cui vendite si sono prese in prestito le pratiche comunemente associate ai generi di consumo “umano”. Ma il dato più preoccupante è quello legato al fatto che sul pianeta ci sono un miliardo di obesi e un altro miliardo di gente che muore di fame. Questo ci dimostra, come evidenzia il filosofo Carlo Sini, che c’è qualcosa che non va nel cosiddetto cammino della civiltà e del progresso, che dovrebbe portare alla creazione di una società più giusta e più uguale, ma che in realtà porta ad un vero e proprio squilibro sociale. Sini rileva in “Tornare poveri (e in salute) per cancellare l’insensata miseria” che i bambini italiani sono i più in sovrappeso d’Europa e il problema più grave è che i genitori non sempre se ne preoccupano abbastanza, lasciando che essi si cibino frequentemente di “cibo spazzatura”, che di certo non giova alla salute, in quanto esso contribuisce all’aumento del peso e all’insorgere di malattie cardiovascolari, di tumori e diabete e in più, in adolescenza, spesso ad isolamento sociale. Peraltro la società in cui viviamo oggi ci spinge sovente a pensare che fare cose fuori dal comune ci permetta di avere un posto nel pensiero dell’altro. Come mettono in evidenzia Mauro Grimaldi e Francesca Urciuoli in “Prima del digiuno“, ” il cibo non è più per tutti oggetto di un semplice bisogno fisiologico ma qualcosa di altro, di più complesso e può dunque essere usato all’interno di meccanismi che hanno a che fare con il proprio rapporto con se stessi e con l’altro familiare e sociale”. Malattie come l’anoressia, la bulimia, vere e proprie disfunzioni nella sfera della nutrizione, fungono da campanello d’allarme che dovrebbe farci riflettere sul fatto che la maggior parte delle volte questi fenomeni sono dovuti alla volontà di cercare la perfezione, acquisire un’identità precisa e fuggire dalla normalità dei desideri. Mentre da una parte c’è chi rifiuta il cibo a causa di queste malattie, identificandolo come qualcosa di estraneo al proprio corpo e di superfluo, dall’altra c’è chi muore di fame. Fortunatamente ci sono associazioni che garantiscono pasti alle persone indigenti, come il “Banco Alimentare”, che raccoglie le eccedenze agro-alimentari presso le imprese e le trasferisce alle istituzioni per offrirle ai poveri. Come sostiene Luciano Pilati in “Marketing agro-alimentare“, grazie a questa associazione ” i prodotti sono distribuiti agli indigenti nelle mense per i poveri e nei centri di solidarietà che offrono un pasto al giorno ad un milione di persone.”
Questa bella iniziativa ci fa capire che occorre dunque un cambiamento nello stile di vita del mondo occidentale e non solo, una sorta di rivoluzione economica ed etica che miri al risparmio, al riutilizzo dei prodotti che possono essere impiegati per offrire un pasto a gente che non ha da mangiare. In sostanza è necessario creare un nuovo modo di vivere improntato su un maggior senso di responsabilità da parte di ognuno di noi!
Angela Carabotto
V Aes

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