INTEGRARE ED INTEGRARSI

La parola integrazione ci riporta subito all’idea di immigrazione,alla ricerca di condizioni più agiate di vita alla fuga dalla guerra e dalle persecuzioni o più semplicemente all’ottenere un lavoro dignitoso. Ma molti iniziano una nuova vita e si stabiliscono nelle nostre città con le proprie famiglie continuando a mantenere le proprie tradizioni e vivendo in comunità ristrette. Le nuove generazioni,nate in territorio italiano,secondo la legge,sono a tutti gli effetti cittadini italiani e pertanto viene promossa l’integrazione di questi ragazzi e la sensibilizzazione di tutti noi  studenti verso l’accoglienza .Molto spesso, dunque,i ragazzi stranieri si avvicinano alla cultura occidentale allontanandosi da alcune tradizioni,contro il volere dei genitori che si oppongono duramente alla loro occidentalizzazione. Di qualche giorno fa è la notizia di una ragazza 15enne di origine egiziana,residente a Torino,che i genitori volevano obbligare per motivi religiosi a sposare un uomo dieci anni più grande. Grazie all’intervento della scuola e degli amici la ragazza è stata sottratta alla famiglia e affidata ad una comunità. Ma non è un caso isolato;sentiamo spesso di ragazze di origine extraeuropee  che vengono psicologicamente e fisicamente molestate dai genitori per aver violato la tradizione religiosa. Dunque,un  fenomeno opposto ,che assurge agli onori di cronaca,ma che ha sempre origine dal fenomeno migratorio è quello di migranti di seconda o terza generazione  che riscoprono forme di religione fondamentalista come rivalsa verso una società da cui non si sentono accettati. Quindi il problema è integrare o anche integrarsi?In base a tali gesti,le istituzioni pubbliche dovrebbero mobilitarsi  per trovare una soluzione al problema che riguarda il rifiuto e la chiusura da parte di questi al dialogo aperto verso altre società in modo tale da arginare fenomeni di violenza,tutelando quelli che sono a tutti gli effetti cittadini Italiani.

Luigi Zonni 3D

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