Sul fronte dei diritti umani non si ammettono defezioni. Nessun dorma: no alla violenza

I numerosi e frequenti fatti di cronaca che coinvolgono donne e bambini a ogni latitudine, suscitano nella mente di tutti la stessa domanda: “Com’è possibile che accadano fatti simili?” In questi casi, però, non serve improvvisarsi psicologi o indugiare sui dettagli, tanto meno appellarsi a pene estreme; ciò che, invece, serve è riconoscere nella quotidianità i segnali che preludono a tali violazioni.

Nel caso del femminicidio ad esempio si tratta di prendere atto che, quando un uomo inizia a mostrare ripetuti segni di gelosia morbosa o di invadenza nella vita della propria compagna, iniziando a dirle come vestirsi o facendola sentire costantemente inadeguata, questi segnali non vanno mai ignorati: sono i primi piccoli rintocchi di una bomba ad orologeria che sta per esplodere. Ogni donna deve preservare se stessa dalla sindrome della “crocerossina”, cioè dalla tentazione di salvare qualcuno da ciò che lui è; deve pensare a salvare la sua integrità ricordando sempre che anche il più piccolo e apparentemente insignificante segno di violenza non va ignorato perché, se pure non sfocia nel femminicidio, rimane comunque un’intollerabile mancanza di rispetto.

La violenza sui minori e le mille violazioni di cui sono oggetto richiedono, invece, riflettori sempre accesi sui diritti dell’infanzia; un diritto non garantito vuol dire strappare le ali ad un bambino, togliergli il suo sguardo, la sua gioia, la sua purezza. Si tratta di ricordare che, come sostenne lo psicologo statunitense Ginott, “i bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta”; un’impronta tuttavia negativa che rimarrà impressa nella mente e che li accompagnerà nella fase di crescita, durante tutto l’arco della vita! Un segno indelebile, che come un bumerang si ripercuote sulle vite di tutti.

I futuri operatori socio-sanitari devono avere piena consapevolezza di tali problematiche e devono agire costantemente per sradicare dalla società ogni forma di violenza e rimuovere gli ostacoli al pieno rispetto dei diritti. La posta in gioco è alta: la qualità di vita di tutti.

 

AUTRICI: BONO GRAZIA, DABBICCO ROSARIA, LAPORTA REBECCA, TARANTO ENZA

CLASSE: IV ASS

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