IL MIO MONDO, IL MIO CUORE

Oggi piove, ma nel mio mondo no. La mamma mi chiama dopo essermi fermata davanti ad una vetrina per vedere il cielo, ma in quello specchio vedevo riflettere soltanto il mio cielo fatto di baracche di legno e paglia circondate da immense distese di sabbia. Lì vivevo in povertà, soffrivo la fame, rischiavo la vita ogni giorno anche per la guerra, ma quello rimarrà per sempre il mio mondo perché lì ho lasciato i miei fratelli e il mio cuore. Nel mio mondo piove spesso, ma oggi no… Infatti questa non è una giornata qualunque, ma il mio primo giorno di scuola. Già, la scuola… una delle tante parole che nel mio mondo non esistevano e di cui ho potuto conoscere il significato solo dopo un lungo viaggio che mi ha portata fin qui. I miei compagni di classe, dopo aver osservato il colore della mia pelle e i miei vestiti, mi chiedono di giocare con loro, ma io non rispondo. Mi ripongono la stessa domanda, ma io reagisco nuovamente non rispondendo. Dopo qualche istante si allontanano ed ecco di nuovo che mi ritrovo da sola con i miei pensieri. Mi sento molto a disagio e da un momento all’altro vorrei scappare e ritornare nel mio mondo. Lì non ero abituata a dare spiegazioni perché nessuno mi faceva domande. Lì le giornate erano tutte uguali, solo poche parole e lunghi silenzi interrotti, in alcuni momenti, da urla e spari. Qui è tutto diverso ci sono strade, case, negozi, scuole e tante persone che ci assistono regalandoci una vita tranquilla. Intanto, tra i tanti pensieri, la mia prima giornata di scuola si è conclusa. I giorni passano, il rapporto con i miei compagni migliora, comprendo meglio la nuova lingua e riesco spesso a sorridere. Certo questo è bel un mondo, non manca nulla, so di poter avere un futuro. Ogni sera però una domanda mi tormenta prima del sonno: perché dover fare un viaggio così lungo e pericoloso per sperare in una vita migliore e non ricevere gli aiuti necessari per vivere la mia vita nel mio mondo?
Elena Saracino I A

51 voti totali
1 Comment
  1. Roberto Rotondo 4 mesi ago

    Brava Elena. Come altri tuoi compagni ti sei immedesimata in un tuo coetaneo arrivato in Italia da altre terre. Questo mi fa pensare che a voi ragazzi riesce naturale mettersi nei panni degli altri per comprendere, mentre noi adulti abbiamo perso questa capacità. Tu sei riuscita anche a dire cose importanti attraverso i pensieri di un bambino migrante che arriva in una classe italiana: la solitudine, la diffidenza, la speranza, i rapporti che migliorano. E ti auguro crescendo e studiando di poter rispondere all’ultima domanda del protagonista del tuo componimento.
    Roberto Rotondo
    area comunicazione Auxilium

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Edisud S.p.A., Piazza Moro 37, 70122 Bari, Cap. Soc. € 5.000.000,00 I.V. REA Bari n.192794 Iscr. Trib. Bari Reg. Soc. N. 12372 El. 1/81 P.I.e c.f. 02492480724
or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account