Un fascino senza tempo: le F.A.L.

 

Viaggiare in treno ti riempie gli occhi di colori, di paesaggi e di gestualità multietniche. Il treno sa di antico, vista la sua storia, legata all’evoluzione stessa di città e commerci, ma se pensiamo alla velocità raggiunta, oggi ,dalle automotrici, colleghiamo l’immagine, sia pur romantica del treno, alla volontà da parte dell’umanità di accorciare i tempi e di dominare il tempo stesso. Il treno però, sebbene sia di ultima generazione,  può essere classificato tra i concetti “Zen”. Le F.A.L, malgrado siano state investite da un processo di modernizzazione, rientrano in quel concetto zen legato alla possibilità di osservare il paesaggio e di sentirsi parte di esso. Sulle rotaie tutto scorre, ma lontano dai ritmi serrati del mondo, racchiuso nei suoi protagonismi ed egoismi. Una musica, un ritmo cadenzato, quello del treno sulle rotaie, intervallato da qualche fischio in prossimità di passaggi a livello o all’arrivo di stazioni. Quante emozioni viaggiando in treno, sonnecchiando rilassati, o sorridendo ad un bimbetto peperino, osservando l’agire degli altri viaggiatori, “scannerizzando” i loro visi ed immaginando le loro storie. Si inganna il tempo saltando da un social all’altro e ascoltando la musica , ma c’é anche chi non ha perso la buona abitudine di leggere; i ragazzi in fondo al corridoio si stringono in un abbraccio ed altri  invece studiano. Quante diversità, quante vite , quante esperienze. Qualcuno si agita perché il treno é in ritardo, qualcun altro immerso nei propri pensieri, di una vita andata e segnata sul viso. Purtroppo, altri rimasti a terra, ancora non conoscono questo universo del treno, non sanno quanto sia “green” il suo incedere e che offra anche la possibilità di attraversare territori  impervi o poco frequentati. Le ferrovie Appulo-Lucane attraversano un territorio affascinante e particolare, sia che si tratti di località comprese nel Parco nazionale dell’Alta Murgia o che si passi dai calanchi, o ancora che le autolinee raggiungano paesini sospesi tra le nuvole, attraverso strade tortuose. Iris bianche, spontanee, in campi verdi coltivati a grano, colline sinuose, gravine, ginestre, ulivi, fiori bellissimi accesi di rosso e arancio o rosa e viola. Bisognerebbe destinare qualcuno di questi treni al turismo, organizzando itinerari e visite guidate.

Il treno é poesia, ma anche realtà ecosostenibile.

Chiara Dinoi / Sara Carrozzo

VCSSS

 

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