RITORNIAMO ALLE ORIGINI…PER RIPARTIRE!

La parola “integrazione” ha numerosi significati in base al contesto in cui la si utilizza, ma quello più generale la definisce come “il fatto di rendere intero, pieno, perfetto ciò che è incompleto o insufficiente a un determinato scopo, aggiungendo quanto è necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni” -dal dizionario Treccani-.

Il termine rimanda immediatamente all’attualissimo fenomeno dell’immigrazione, il quale nel corso degli ultimi decenni è stato ed è tuttora citato con differenti accezioni innumerevoli volte in ogni forma di comunicazione.

I primi spostamenti dall’estero verso il nostro Paese sono avvenuti negli anni ’80, a causa di motivi sociali, politici ed economici; in seguito l’insediamento di stranieri è cresciuto progressivamente, fino a giungere nel gennaio 2016 a registrare 5.026.153 cittadini regolarizzati; dall’inizio del 2017, 21.903 persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo dalla Libia diretti in Italia.

I migranti sono quindi diventati un gruppo abbastanza consistente all’interno della nostra popolazione peninsulare, la quale reagisce in due modi opposti di fronte agli individui “estranei”: una parte riluttante li allontana, poiché spaventata dalla crisi e dal terrorismo; l’altra parte, invece, li accoglie e tenta di fare il possibile, al fine di dare loro una vita migliore di quella da cui sono fuggiti.

In realtà non c’è una vera e propria risposta “giusta” alla richiesta di aiuto sollevata da questa gente, perché al giorno d’oggi è difficile fidarsi degli altri.

Viviamo in una società hobbesiana dove ogni uomo è sempre pronto ad azzannare il proprio simile, pur di soddisfare il proprio interesse; sono sempre maggiori le dimostrazioni che provano la nostra incontentabilità e il fatto che i valori di solidarietà, sincerità e altruismo si siano usurati nel tempo.

Nonostante la difficile situazione in cui ci troviamo, bisognerebbe provare a ritrovare la positività e la forza di collaborare perché, in fondo, siamo tutti spinti a vivere per raggiungere un obiettivo comune: rendere il mondo un posto migliore… e possiamo riuscirci, insieme.

 

Olga Palmentura 4^D

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