BRAVI A GIUDICARE,MA NON AD IMMEDESIMARSI.

Il fenomeno migratorio purtroppo è da sempre esistito,ma,al giorno d’oggi,è notevolmente aumentato. Le cause che portano le persone a dover abbandonare il proprio Paese d’origine sono diverse : c’è chi è costretto per esigenze economiche, chi per trovare lavoro, chi per avere una vita migliore, chi a causa delle guerre, chi per motivazioni religiose.

Appena arrivati nel Paese ospitante, il problema più grande è l’integrazione. Con questo termine si intende il processo secondo il quale i migranti entrano a far parte della società ospitante. Talvolta si riscontrano dei problemi per mettere in atto questo processo, primo di tutti è il divario. Quest’ultimo sta ad indicare la differenza che intercorre tra il migrante e la società ospitante a livello culturale, psicologico, fisico,  educativo. L’intergrazione si attua nel momento in cui avviene l’incontro e lo scambio tra le diverse identità culturali. Al tutto deve essere aggiunta la creazione di situazioni dinamiche basate sull’impegno a ricercare un dialogo costruttivo. Spesso accade però che il migrante deve andare incontro a delle problematiche a livello psicosociale: la comunicazione e le relazioni. Per far in modo che avvenga la comunicazione, ci sono trefasi da dover tenere in conto :

– consapevolezza : ogni persona che intende comunicare con i migranti deve essere consapevole che si sta rapportando con una persona che ha un vissuto diverso dal suo e quindi ha difronte un soggetto avente modi di fare, di porsi e di pensare diversi;

– conoscenza : bisogna comunque sapere il minimo della cultura del migrante prima di rapportarsi con lui;

– abilità.

La conoscenza della lingua facilita tutto ciò.

Un altro disagio che deve superare un migrante è il legame con l’etnia e la cultura di appartenenza ma contemporaneamente la voglia di integrarsi nel Paese di accoglienza. Proprio per questo si vede costretto ad assumere atteggiamenti contraddittori. I problemi del fenomeno migratorio vengono percepiti anche dai bambini che devono frequentare la scuola. Qui i bambini non sanno a quale identità culturale appartenere in quanto sono legati a quella loro d’origine, ma apprendono quella del Paese ospitante. Si trovano così a dover fare scelte che causano disagio. La soluzione migliore da adottare è la doppia etnicità, in quanto permette al ragazzo un maggiore equilibrio. Altro problema consiste nell’integrare i migranti tramite il lavoro, ma, ahimè, dal momento che al giorno d’oggi è molto ridotto, non è possibile trovare per loro un impiego. Infine un porblema molto importante che viene riscontrato dai migranti è quello della salute. Durante il viaggio e a causa del territorio avente caratteristiche diverse, i migranti sono portati ad ammalarsi di numerose malattie, o, nel peggiore dei casi, a perdere la vita. Coloro che arrivano ammalati nel Paese accogliente dovranno essere curati per evitare di creare un’epidemologia di malattie anche molto gravi.

Le società che ospitano i migranti, sono pronte sempre a puntar loro il dito contro, a dover seguire stereotipi e dover formulare pregiudizi senza basi fondate. Io personalmente non nego che a causa di tutte le notizie che intercorrono, tante volte ho un pò di timore, ma ho imparato che non sono mostri, bensì persone come noi. Ho conosciuto diversi migranti, di mia spontanea volontà, in mezzo la strada e mi sono fatta raccontare le loro storie. Sono arrivata alla conclusione che sono persone davvero coraggiose, abbandonano tutto per cercare una vita migliore, diversa, lontana da ciò che è la loro. Lasciano la propria casa, la propria famiglia, arrivano qua soli in cerca di una speranza : la speranza di poter sopravvivere in pace. Ma,a causa della mentalità ristretta che c’è al giorno d’oggi, trovano una società chiusa, legata alle proprie idee e non disponibile al confronto e all’apertura verso gli altri. Ho provato a immedesimarmi in loro, ma non ci riesco e sapete perchè? Perchè è troppo difficile. Magari io al posto loro avrei mollato al primo ostacolo, non mi sarei neanche imbarcata. Vivere da solo, senza nessuno ma soprattutto dover sopportare un viaggio di tale difficoltà è qualcosa di assurdo. Siamo tutti bravi a giudicare, a puntare il dito, a seguire la massa, ma chi è disponibile ma soprattutto capace a immedesimarsi in loro?

2 voti totali
0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Edisud S.p.A., Piazza Moro 37, 70122 Bari, Cap. Soc. € 5.000.000,00 I.V. REA Bari n.192794 Iscr. Trib. Bari Reg. Soc. N. 12372 El. 1/81 P.I.e c.f. 02492480724
or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account