Il reading sul bullismo
Un momento della manifestazione

Bullismo, un mostro che si sviluppa sempre di più durante l’adolescenza e fa sentire tutto il suo potere.
Dietro la tua forza, nascondi la tua debolezza.
Parlate con gli adulti, parlate con i vostri genitori, con gli insegnanti.
Parlate.
Che cosa vi chiedo?
Vorrei poter andare a scuola e apprendere senza “incidenti” di percorso,
senza osservare inerme il volo dei piccoli e grandi oggetti,
senza ascoltare insulti che a questa età pesano come se fossero una montagna che si sgretola sul nostro cammino.

Perché i professori sono infastiditi dalle battute dei miei compagni?
Perché i miei compagni sentono il bisogno di mettersi in evidenza in questo modo?
Per rendersi simpatici davanti ai nostri occhi, ma i professori si agitano e non riescono a farsi ascoltare.
Vorremmo stare un po’ più all’aperto si giustificano i bulli ed escono dall’aula senza permesso.

E i litigi? Ne vogliamo parlare?
Basta poco a volte per assistere a mani che non stanno al loro posto.
Per istinto vorrei alzarmi e dividerli.
E quando insultano me?
Lo confesso, anche se so che è sbagliato, io sono stato violento.

Perché nasce un litigio tra due compagni di classe?
Per gli scherzi da parte del ragazzo più simpatico, del ragazzo con cui tutti vorrebbero stare seduti e che tutti sognano di avere in comitiva.
A volte qualcuno si ribella ai ricatti: una pseudo – amicizia in cambio di un compito.
E come fai a rinunciare al gruppo? Non puoi ribellarti, altrimenti sei fuori e diventi la loro vittima.

A schernirti c’è sempre lui o lei, il più forte, il più bello e il più simpatico e se non ci stai, sei fuori.
Ma io non voglio stare fuori e così giorno dopo giorno, anche controvoglia, sto al gioco.

E delle palline di carta nello zaino della mia compagna, ne vogliamo parlare?
Quella ragazza non ti ha fatto niente. Non può difendersi e tu ti diverti così, perché non sai fare altro.
Non fai il tuo dovere come studente e come cittadino: non porti il materiale scolastico, le ore non passano mai e riempi il vuoto della tua vita con palline di carta.

Io sono stufa. Non riesco a reagire. Gli altri ridono ed io che faccio?
Nessuno dice: basta, non è divertente.
Perché?

Non sarò vestita alla moda, non sono estroversa come te, non sono divertente.
E solo per questo sono oggetto di scherno.

Mi battono le mani davanti agli occhi, mi prendono in giro perché non mescolo bene i colori quando mi vesto. Io lo so che cosa pensano. Secondo loro io non sono “normale”, non sono come loro. Io lo avverto, lo sento e cerco di difendermi. Anch’io ho bisogno di crescere e non ho ancora trovato il modo per farmi accettare. Lo so nessuno mi accetta per quello che sono. Ma io cerco di essere più forte e li guardo.

A te ragazzo o ragazza di terza media che spesso chiedi con quell’aria innocente: posso andare in bagno?
E poi…incontri un ragazzo più piccolo. Se lo conosci, basterebbe un semplice saluto, perché devi andare oltre, perché devo assistere anche in bagno a queste sceneggiate?

Un giorno un bullo ha deciso che io ero debole e mi ha preso a calci, mi ha schiaffeggiato, mi ha sommerso di parole volgari e di offese. Perché?
Sono intervenuti gli adulti ed è fuggito. Ma io ho paura.

Io chiedo giustizia, risarcimento danni morali perché ho subito offese, accuse ingiustificate, violenze e sono stato discriminato. Io so il suo nome e voglio denunciarlo. Io non ho paura.

Quando sono in classe, i ragazzi che credono di essere più forti di me, mi prendono in giro.
In cortile calci e pugni. Fino a quando resisterò? Io sono un ragazzo e continuano a ripetermi che per loro mi comporto come una ragazza. Fino a quando resisterò?

A voi bulletti, vorrei dire
Non usate la forza per diventare popolari
Non sfogate la vostra rabbia perché la vostra famiglia ti dà troppo o troppo poco.

Cerca di essere un amico e di avere amici,
Parla con un vero amico dei tuoi veri problemi.

Gli atti di violenza che tu compi porteranno altri problemi e prima o poi rimarrai solo, perché noi vittime lotteremo e vinceremo.

Anche tu in fondo sei una vittima, vittima di te stesso, dei pregiudizi, della società, dei falsi miti e non mi vedi per quello che sono.
Siamo tutti e due sulla stessa barca.

Io sarò un po’ più timida e tu sarai più sfacciato.
Insieme troveremo un punto di incontro.

III C

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