Tap: minaccia o risorsa per il Salento?

Numerosissime sono le proteste No-Tap che negli ultimi giorni stanno animando il Salento, terra ormai condannata all’espianto di centinaia dei suoi ulivi secolari. In seguito al decreto del 27 Marzo scorso, con il quale il Ministero ha autorizzato lo sradicamento di circa 200 ulivi lungo il percorso del gasdotto, finalmente giunge nella Regione Puglia il decreto del Tar di sospensione dei lavori, la cui ripresa è fissata in data massima al 19 Aprile. I cittadini, però, non tirano sospiri di sollievo, anzi protestano in numerosi davanti ai cancelli del cantiere.

D’altra parte c’è chi – favorevole alla costruzione del gasdotto, o, più correttamente, sostenitore di una politica del tutto antidemocratica nei confronti delle richieste cittadine di spostare lo scalo del TAP più a Nord, nei pressi di Squinzano – contesta le proteste e sostiene infondate le motivazioni del dissenso. Il progetto è ormai stato approvato e le continue manifestazioni contro l’approdo del gasdotto a San Foca – a difesa del suo splendido sito balneare –  ritarderanno la sua realizzazione.

La Regione Puglia ormai è sola in questo panorama antidemocratico e reclama che siano ascoltate le richieste dei suoi residenti. L’Italia non può più esimersi dal trovare una soluzione al problema e considerare i riscontri non solo ambientali, ma anche socio-culturali che il progetto avrà sul territorio salentino.

 

Cristiana Rodio

II D L.S.S.”E.Fermi” – Bari

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