I segreti della nostra tavola

La suciamèle delle fave o lupo di fave o, come più comunemente è conosciuta, la Sporchia, è un vegetale parassita privo di clorofilla che cresce vicino alle piante delle fave tra i terreni del sud-est barese nel periodo fra Aprile e Giugno.

Anticamente essa era protagonista di disastri agricoli, poichè contagiava e successivamente uccideva tutte le piantagioni, motivo per cui doveva essere estirpata e bruciata, per effettuare un buon raccolto. Con il tempo, però, i contadini l’hanno prelevata e addirittura assaggiata, fino ad apprezzarla e considerarla indispensabile per la propria alimentazione. Attualmente la Sporchia è considerata un piatto prelibato e raffinato; il suo valore nutrizionale è altissimo, solo in 6g è contenuta una grande quantità di fibre, calcio e potassio. Le sue proprietà non finiscono qui: la Sporchia, infatti, ha funzione di antinfiammatorio, calmante, antimicrobico, astringente, diuretico e cicatrizzante. La porzione commestibile è il “turione”, il grosso germoglio del parassita. Prima di ingerirla, però, essa deve subire delle scrupolose fasi di decontaminazione: la prima è il lavaggio, eseguito per eliminare residui di terreno e peluria che la ricopre; in seguito deve essere lessata, per ridurre il sapore amarognolo e infine strizzata, per rimuovere l’acqua trattenuta dalla pianta.

Al giorno d’oggi, nonostante sia ancora un vegetale raro, essa è diffusa nei migliori mercati i quali, per mantenere alto il suo valore, la vendono a caro prezzo.

Martina Martiradonna

Liceo Scientifico Enrico Fermi

4D

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