E’ possibile conciliare sicurezza sul lavoro e potenzialità economica?

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, cosi esordisce l’art.3 della nostra Costituzione che, nonostante l’età, riesce ancora a essere attuale in un Paese, come lo è l’Italia, reso grande dalle masse lavoratrici ma che in questi anni non sta restituendo loro ciò che meriterebbero.

La nostra Costituzione ci garantisce il diritto al lavoro, ma nello stesso tempo sancisce il dovere civile di svolgere un’attività che concorra al progresso materiale o spirituale della società, ognuno secondo le proprie possibilità e scelte. Questo diritto al lavoro è, oggi più che mai, in crisi. Sta, infatti, emergendo una discrasia tra domanda e offerta di lavoro, mentre sul fronte qualitativo sempre più spesso i lavoratori si sentono delusi e insoddisfatti dal proprio impiego. Tra le principali cause di scoraggiamento capeggiano le scarse prospettive di inserimento nel mondo del lavoro e la conseguente possibilità di carriera. L’unica maniera per colmare questo divario è migliorare la coerenza e l’adattabilità reciproche tra domanda e offerta, ma prioritario è investire nella sicurezza sul lavoro e contrastare il lavoro irregolare.

Investire in sicurezza appare oggi a molti imprenditori un costo esorbitante se  si pensa che il gioco non valga la candela, ma ogni infortunio, sperando sempre che sia lieve, comporta conseguenti perdite di tempo (ore-lavoro e ore-macchina), riduce la produttività aziendale e rappresenta ulteriori costi che un imprenditore poco lungimirante si troverà costretto a sostenere. Di fatto però la nostra nuova legislatura in materia d’infortuni sul luogo di lavoro ha però imposto al datore d’opera l’obbligo dell’assicurazione. Si è cosi manifestata la volontà di tutelare l’infortunato garantendogli il pagamento dell’indennità da parte di un ente finanziariamente più solido e allo stesso tempo evitare di caricare eccessivi oneri all’imprenditore minandone così la potenzialità economica.

La nostra legislazione non ha solo cercato di tutelare al meglio i lavoratori ma anche l’ambiente di lavoro che, di fatto, costituisce l’oggetto di una normativa amministrativa volta a tutelare la salute dei lavoratori addetti ad attività rischiose e mettere così termine alla piaga delle morti bianche in terribile aumento negli ultimi anni. Nella produzione moderna il lavoro ha assunto un’importanza crescente tanto da essere considerato il soggetto di qualsiasi attività produttiva, si tratta quindi di una priorità improrogabile per lo Stato assicurare a tutti i cittadini, il diritto al lavoro- in questi anni negato a moltissimi giovani- ma soprattutto il diritto a lavorare in ambienti sicuri che non mettano a rischio la vita delle persone con il solo fine di ottenere un maggior profitto.

NICOLA NAPOLITANO

                                                                                                                                 VA  S.I.A.

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