INAIL

Il lavoro, in senso utopico,dovrebbe rappresentare la propensione naturale e spontanea dell’uomo, tale da farlo sentire orgoglioso e libero di esprimere la sua capacità. Ogni uomo ha una naturale disposizione e capacità differente verso un certo tipo di attività lavorativa rispetto ad un’altra.
C’è chi è più portato per il lavoro manuale, chi per quello intellettuale, chi per le scienze matematiche e astronomiche  chi per i lavori più semplici e umili. Ma la scelta dovrebbe spettare all’uomo e non alle esigenze del mercato del lavoro, in crisi da ormai troppi anni. A quello si aggiunge il fatto che, spesso, per non lavorare, l’uomo si deve adattare a situazioni poco adeguate, come mostrano i drammatici episodi di incidenti sul lavoro. Quasi ogni anno, sono migliaia i lavoratori che perdono la vita durante lo svolgimento della loro attività; un numero troppo elevato è anche quello degli incidenti e degli infortuni sul lavoro, per cui il lavoratore rimane ferito con  invalidità anche totale.Il lavoro su cui si fonda lo Stato italiano e che, dovrebbe essere un capo saldo della nostra Costituzione, si scopre invece in questo caso motivo di afflizioni, per i lavoratori e le proprie famiglie.
E’ paradossale il fatto che proprio i lavoratori che muovono il mercato produttivo dell’intera società siano troppo spesso le vittime di sistemi più grandi, fatti di interessi e avidi guadagni e concentrati sulla massimizzazione dei profitti con il minor sforzo, in cui non c’è spazio per la sicurezza, il controllo dei luoghi in cui i  lavoratori  passano la maggior parte delle loro giornata e l’ispezione sulla qualità del lavoro e della vita lavorativa.
Nonostante siano state emanate dei decreti,  in cui vengono  elencate e descritte tutte le misure di tutela e gli obblighi da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori, la situazione, ad oggi,  non sembra migliorare. Si sente ancora, troppo spesso parlare di “morti bianche” di lutti e famiglie spezzate. Forse queste norme non bastano? Dovrebbero esserci maggiori controlli sul campo? Di certo qualcosa non funziona!

 

 

RICCARDO DE LEO

1 B INF

I.T.I. ”ENRICO FERMI”LECCE

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