L’amianto in Puglia: un rifiuto difficile

 

L’amianto è un minerale naturale a struttura fibrosa. CiAnthophyllite_asbestos_SEM sono varie specie di amianto, ma quelle di pratica industriale sono tutte costituite da silicati di vario tipo. La struttura fibrosa rende questo materiale molto resistente e flessibile e per questo in passato è stato utilizzato massicciamente in diversi processi produttivi nell’edilizia, negli impianti industriali e nei trasporti. Oggi, purtroppo, rappresenta un grave problema sanitario e ambientale. L’esposizione per via inalatoria infatti può determinare diverse patologie. Le principali malattie correlate all’amianto sono: le pleuropatie benigne, l’asbestosi, il mesotelioma, il carcinoma del polmone ed i tumori della laringe e del tratto gastro-esofageo.

Il 2 febbraio 2016 è stato approvato il Piano regionale definitivo di protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dei pericoli derivanti dall’amianto in Puglia. Il fine è quello di ridurre fino ad annullare il rischio sanitario ambientale derivante dall’amianto.

Il P.R.A. si pone i seguenti obiettivi strategici:
– Minimizzare il rischio sanitario derivante dalla presenza di amianto in Puglia,
– Completare il quadro conoscitivo del rischio amianto sul territorio regionale;
– Informare, sensibilizzare la cittadinanza e formare i soggetti coinvolti nelle attività di rimozione bonifica e smaltimento dei materiali contenti amianto;
– Delineare lo sviluppo impiantistico di smaltimento/trattamento dei rifiuti contenenti amianto e i relativi criteri di localizzazione;
– Semplificare a livello amministrativo le procedure di rimozione.

I possessori di strutture in amianto hanno dovuto comunicare, con una procedura online in autonotifica, entro 180 giorni dalla data di pubblicazione del piano, il possesso delle suddette strutture, al fine di creare un data-base e una mappatura generale del territorio per gli interventi di bonifica. Il completamento delle attività di censimento avverrà attivando percorsi di collaborazione che coinvolgeranno: province, amministrazioni comunali, associazioni e cittadini.

Le attività di censimento rivolgeranno particolare attenzione ai luoghi aperti e pubblici: scuole, ospedali , campi sportivi ,supermercati, carceri ecc. I materiali contenenti amianto in matrice compatta dovranno essere bonificati con i metodi idonei indicati dal D.M. del 6 settembre 1994 che sono:

1) Incapsulamento (applicazione di particolari resine che inglobano le fibre di amianto in fase di distacco)
2) Confinamento (installazione di una barriera che separa il materiale contenente amianto dalle altre barre)
3) Rimozione (rimozione definitiva valida anche per tutti i materiali friabili contenenti amianto)

Per i materiali friabili vi sono invece due opzioni: lo smaltimento in discarica o il trattamento dell’amianto con tecnologie all’avanguardia per modificare la sua composizione chimica e renderlo innocuo. Nel primo caso il Piano prevede la realizzazione di cellule dedicate nelle discariche per rifiuti pericolosi già attive in Puglia ed inoltre la realizzazione sul territorio regionale di nuove discariche di amianto per ridurre i costi di trasporto ed evitare lo smaltimento abusivo. Nel secondo caso sono allo studio processi di inertizzazione dell’amianto attraverso la formazione di composti insolubili con una struttura stabile, in grado di imprigionare gli elementi tossici. Si tratta di processi innovativi e ancora in fase di sperimentazione. Inertizzare l’amianto vuol dire arrivare ad una completa “trasformazione cristallo-dinamica” di questo materiale che si ottiene a temperature superiori a 900°C. Il prodotto ottenuto, esente da amianto, è considerato per legge una materia prima secondaria, riciclabile all’ interno di prodotti industriali di largo uso come piastrelle, mattoni, calcestruzzo.

Il processo di inertizzazione è quindi un metodo di riciclo che consente di risolvere in maniera definitiva il problema del rifiuto contenente amianto. Attualmente l’unico impianto di vetrificazione per fusione su larga scala si trova in Francia ma i costi termici sono molto alti. In Italia esistono in via sperimentale alcuni impianti prototipo di inertizzazione dell’amianto.

La sperimentazione mira a ridurre i costi termici attraverso processi di “conversione termochimica” che consistono nel miscelare i materiali con speciali agenti demineralizzanti , riscaldandoli in un forno rotativo, in modo da modificare la struttura molecolare. L’interesse per questo processo è notevole perché vengono dimezzati i costi del trattamento termico che diventerebbero competitivi con quello dello smaltimento in discarica.

La lettura dell’intero documento risulta interessante per i dati in esso contenuti.
Il piano intende proseguire le attività di mappatura dell’amianto in Puglia realizzate nel 2005 con il sistema di riprese iperspettrali MIVIS montato su un aereo. Il lavoro svolto nel 2005 ha evidenziato una forte concentrazione degli edifici in fibrocemento in alcuni centri industriali della regione: Foggia, Barletta, Modugno, Bari, Brindisi ed anche una consistente presenza di strutture in image2fibrocemento nel Leccese. Sono stati individuati e delimitati circa 5000 tetti di amianto con dimensioni superiori ai 500m² e 2751 con dimensioni superiori a 200m². È stato bonificato solo il 15% delle strutture censite per un totale di 400. I siti industriali con contaminazione di amianto in Puglia sono: le ex Enichem di Manfredonia e Brindisi, l’Italcementi a Monopoli e Molfetta, la Fibronit a Bari, il poligrafico a Foggia e l’ILVA, l’ Arsenale, l’ex cantiere navale e l’ex oleificio COSTA nella cittadina di Taranto. Sono ben 3.500.000 le tonnellate di amianto stimato prodotto in Puglia, il picco si è registrato nel 2008 (circa 8.819 t). Secondo il rapporto del 2011 dell’IPSRA il dato dei rifiuti speciali contenenti amianto in Puglia nel 2008-2009 registra un decremento del 25,7% passando da 8.819 a 6.659 t. Le stime orientative dei quantitativi di amianto in Puglia alla fine del nuovo censimento sono le seguenti:

FOGGIA : 19,9%
TARANTO:5,24%
LECCE:20,01%
BRINDISI: 8%
BAT: 17,88%
BARI: 28,95%
TOTALE:100% =1.750.000 MC (volume stimato di fibrocemento contenente amianto).

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