SONO FRATELLI

L’immigrazione, in Italia, sta raggiungendo numeri altissimi. Non si riesce a prevedere la fine dell’esodo di queste persone che fuggono dai lori Paesi.

Se ci pensate, fuggire dal proprio Paese è un paradosso. Nessuno dovrebbe essere costretto ad abbandonare la propria terra. Purtroppo è questo quello che succede: migliaia di persone, soprattutto giovani, abbandonano ogni cosa per rifugiarsi in Paesi più agiati.

I migranti arrivano dalle nazioni meno fortunate, principalmente dal Ghana e dalla Libia. Da cosa fuggono? La maggior parte di loro da sanguinose guerre che vanno contro ogni limite umano; altri, invece, da persecuzioni e da ingiustizie fondate su credi religiosi e politici spesso sbagliati.

Per fronteggiare questo fenomeno, sono nate moltissime associazioni per accogliere ed integrare gli immigrati nel nostro Paese. Una di queste è Auxilium, nata nel 1999 per aiutare i “soggetti deboli”.

Gli immigrati devono superare un lungo iter prima di ottenere lo status di rifugiati che viene rilasciato da una commissione formata da 4 membri, di cui due appartenenti al Ministero degli Interni, un rappresentante del sistema delle autonomie e un rappresentante dell’Alto commissariato.

Secondo testimonianze dirette, il viaggio che queste persone compiono per arrivare in Italia è un vero e proprio inferno. Moltissimi giungono sulle nostre coste stremati dalla fame ma anche straziati dal dolore provato nel vedere morire tanti connazionali. Per questo motivo, nella prima fase di accoglienza, sono previste visite con psicologi per verificare la loro salute mentale. A molti è stato riscontrato un disturbo post traumatico da stress proprio perché hanno dovuto sopportare momenti difficilissimi.

Spesso capita che coloro che non accettano l’integrazione di questi immigrati, confondano il termine immigrato con quello di “clandestini”, che è tutt’altra cosa. Sicuramente non tutti i nostri ospiti sono dei santi, ci sarà pure qualcuno che ha violato la legge e i controlli, ma questo non autorizza a fare di tutta l’erba un fascio. Infatti, molti di loro sono riusciti a trovare un’occupazione stabile e regolare.

Bisogna sfatare il luogo comune secondo cui gli immigrati vengono in Italia soltanto per divertirsi, ma cominciare a credere che lo fanno per lavorare onestamente, come hanno fatto, in passato, gli italiani.

 

Andrea ATELLA 5AM IIS Pentasuglia – Matera

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