Il taekwondo, un’arte marziale antichissima e moderna

Il taekwondo nasce in epoche molto remote, ma comincia  ad affermarsi nella seconda metà del XX secolo: infatti nel 1960 divenne sport nazionale in Corea e a questo evento ne seguì la diffusione in tutto il mondo. Questo sport ebbe il suo debutto alle Olimpiadi nel 1982 come sport dimostrativo a Seul, ma nel 1996 il taekwondo entrò a far parte degli sport olimpici. L’organizzazione dei combattimenti avviene dividendo gli atleti per età, sesso, peso ed altezza e prevedendo tre round da 2 minuti con un intervallo di tempo fra uno l’altro di 60”. Ogni ginnasta durante le competizioni ufficiali è tenuto ad indossare il dobok (la divisa ufficiale)  e le protezioni: corpetto, caschetto, parastinchi, para braccia, conchiglia e paradenti; durante gli scontri, gli atleti devono essere scalzi. Il maggior esponente italiano nel taekwondo è sicuramente Carlo Molfetta: il trentatreenne pugliese ha infatti ottenuto molteplici successi in diverse occasioni. Carlo Molfetta ha conquistato in tutta la sua carriera circa 25 medaglie e adesso è il capitano della nazionale azzurra. Un’altra rappresentante italiana di questo sport è stata Cristiana Corsi, più volte campionessa italiana ed europea. Il taekwondo è uno sport poco comune che si differenzia dagli altri per la sua dinamicità e per le sue tecniche particolari come i calci in volo; è inoltre uno sport di autodifesa molto praticato dalle ragazze. Ho avuto occasione di parlare con il presidente di un’associazione sportiva locale: Michele Giannotta della A.S.D. Jungshin di Putignano, il quale si è prestato a rispondere a qualche  domanda: si tratta di una disciplina sportiva che aiuta lo sviluppo armonico del fisico ed aiuta al giorno d’oggi a sapersi difendere e ad affrontare le difficoltà della vita moderna, accresce inoltre la determinazione ed abitua alla rapidità. Insegna il rispetto delle regole e dei valori sociali, spirito di adattamento, disponibilità al sacrificio, mobilità articolare e predisposizione alla rapidità”.“Cosa si richiede ad un atleta?”: perseveranza e determinazione.

Sonia Gigante classe ID scienze umane

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