STORIE DI MINIERA

Con la Professoressa Bonelli abbiamo affrontato una tematica che si collega molto bene alle religione. L’Italia esce sconfitta dalla seconda guerra mondiale ed entra in una crisi economica gravissima. Per poter far funzionare le fabbriche avevano necessità di utilizzare il carbone; in quel periodo i giacimenti maggiori si trovavano in Belgio , così l’ Italia chiese il carbone a questa nazione. Nel 1946 si stipulò un accordo che prevedeva l’invio di carbone in cambio di uomini . Molti cittadini del Sud lasciarono le famiglie e partirono per  prendere il treno che li avrebbe portati a Milano e da lì al nuovo lavoro in Belgio. Arrivati a Milano venivano visitati da un medico dopo ore di fila. Dopo questa selezione salivano sui treni, chiusi dall’esterno per evitare che durante il viaggio scappassero in Svizzera. Una volta arrivati in Belgio lasciavano  le proprie cose nei capannoni, che da quel momento sarebbero diventate le loro nuove dimore. La tenuta da lavoro era costituita da  una tuta, una lampada, una medaglia con il numero di identificazione , un topo o un canarino; questi quando c’era una perdita  di gas scappavano e i minatori, capito il pericolo,  riuscivano a salvarsi . Prima di scendere nelle miniere lasciavano attaccati ad una corda i loro abiti, che poi sollevano  in alto ,al soffitto. Il lavoro del minatore era molto difficile  e faticoso però dopo il turno si divertivano nelle sale da ballo, perciò non pensavano alle faticose giornate in miniera. Un giorno, nella miniera di Marcinelle (Bois du Cazier) ci fu uno scoppio e morirono 270  italiani. I soccorritori riuscirono a scendere nelle gallerie solo dopo qualche giorno e trovarono quasi tutti i corpi bruciati: erano irriconoscibili. In alcuni casi misero all’ interno delle bare grosse pietre, per non dar altro dolore alle famiglie. Questa storia si collega alla religione perché i protettori delle miniere e dei minatori erano due Santi, SAN LEONARDO E SANTA BARBARA: San Leonardo è il protettore dei carcerati e di tutte le persone che sono prigioniere di qualcosa; Santa Barbara, invece, protegge dai fulmini e dagli scoppi. Ne abbiamo studiato l’agiografia  con interesse, anche perché ai due santi sono dedicate due chiese rupestri di Ginosa.

ARDITO ISABELLA 2ª C

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