9 MAGGIO: IL COMPLEANNO DELL’UNIONE EUROPEA

Il 9 Maggio è il compleanno dell’Unione Europea che quest’anno compie 67 anni. Di questa Unione attualmente fanno parte 28 paesi che condividono valori, diritti e risorse e la maggior parte anche la moneta. L’Unione Europea anche se è stata fondata nel 1992, al giorno d’oggi non è ancora perfetta, poiché circa 70 anni fa si è chiuso il conflitto più violento dell’umanità, ovvero la seconda guerra mondiale. L’Europa al giorno d’oggi deve affrontare argomenti come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la disoccupazione, l’accoglienza ai migranti e la fame nel mondo. Questa festa si celebra per ricordare il 1950 in cui Robert Schumann propose l’eliminazione dell’odio tra la Francia e la Germania e la data dell’accaduto coincide con la fine della II Guerra Mondiale, il 9 Maggio è infatti il giorno successivo alla firma della capitolazione nazista. Questo discorso pose le basi del processo di integrazione europea. Gli Stati fondatori Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo hanno deciso di mettere in comune le loro risorse di carbone e acciaio e di creare un mercato comune per queste materie prime.

Quest’anno tanti eventi stanno cambiando o hanno già cambiato il futuro dell’Europa, quali la Brexit e la vittoria delle elezioni francesi da parte di Macron.

La Brexit è ufficiale, infatti il Regno Unito lascia l’Unione Europea, il primo ministro inglese Theresa May ha attivato l’Articolo 50 del Trattato di Lisbona, il 29 marzo 2017, dando ufficialmente il via alle trattative con l’UE sui dettagli dell’abbandono da parte dell’economia inglese. Prima di arrivare a una decisione gli inglesi hanno votato tramite un referendum, tenutosi giovedì 23 giugno 2016; la popolazione era chiamata a decidere se il Regno Unito avrebbe dovuto lasciare o rimanere nell’Unione Europea. Il fronte “Leave” ha vinto con il 51,9%, contro il 48,1% dei votanti per rimanere nell’UE. L’affluenza al referendum è stata del 71,8%, con oltre 30 milioni di persone che hanno espresso il proprio voto. In Scozia e Irlanda del Nord la maggioranza della popolazione ha votato per rimanere, ma il voto aggregato ha comunque fatto vincere il Leave. La parola Brexit letteralmente è l’unione di due parole inglesi, quali: “Britain” (Regno Unito) ed “exit” (uscita). David Cameron, il suo cancelliere George Osborne e molte altre figure di alto livello che parteggiavano per rimanere nell’UE avevano previsto una crisi economica immediata se il Regno Unito avesse votato per uscire. I prezzi delle case sarebbero scesi, ci sarebbe stata una recessione con un forte aumento della disoccupazione, sarebbe stato necessario un bilancio di emergenza e forti tagli alla spesa. La sterlina è crollata il giorno dopo il referendum – e rimane ancora in perdita di circa il 15% contro il dollaro e del 10% contro l’euro – ma le previsioni di sventura immediata non si sono dimostrate accurate. L’economia britannica si stima sia cresciuta dell’1,8% nel 2016, seconda solo alla Germania. Dopo la vittoria della Brexit al referendum la Gran Bretagna ha un nuovo Primo Ministro: Theresa May. L’ex ministro degli Interni ha preso il posto di David Cameron, che ha annunciato le sue dimissioni il giorno in cui ha perso al referendum. Come David Cameron, la May era contraria all’abbandono del Regno Unito, ma non è mai stata vista come una grande appassionata dell’UE. Così la May è diventata primo ministro senza alcuna concorrenza. Ecco che cosa succederà ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito: i cittadini dell’UE con diritto di soggiorno permanente, che viene concesso dopo che hanno vissuto nel Regno Unito per cinque anni, non dovrebbero veder colpiti i propri diritti.

Un’altra cosa che ha cambiato le sorti dell’Europa è la vittoria di Emmanuel Macron che sarà il nuovo presidente della Repubblica francese, infatti, al secondo turno delle elezioni presidenziali, domenica 7 maggio, ha vinto con il 66% dei voti, mentre Marine Le Pen si è fermata al 34 %. Poco dopo le 21 di domenica, quando era già chiara la sua vittoria, Macron ha tenuto il suo primo discorso da presidente-eletto: ha parlato in modo molto solenne e senza trionfalismi, ringraziando il suo predecessore Hollande, salutando la sua avversaria e dicendo di voler lavorare per la Francia e per l’Europa per «proteggere i più fragili» e «tutelare la sicurezza e l’unità della nazione». Più tardi Macron ha raggiunto i suoi sostenitori riuniti al Louvre sulle note dell’Inno alla Gioia, l’inno dell’Unione Europea, e ha tenuto un discorso più animato: «Amici, vi servirò con umiltà, con forza, in nome della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Vi servirò con amore. Viva la Repubblica. Viva la Francia». Le bandiere che sventolavano erano quelle blu dell’Unione Europea e quelle della Francia. Macron ha 39 anni e diventerà il più giovane presidente della storia delle Repubblica francese.

L’augurio che faccio all’Europa è quello di ripartire dall’idea iniziale di creare una comunità di popoli unita per assicurare una pace stabile e duratura, adeguandosi alle esigenze dei vari partners europei e avendo la consapevolezza dell’importanza dell’ ”altro” che rende ogni uomo migliore.

Deianira Milano 2ªA

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