INCONTRO FORMATIVO CON LA POLIZIA POSTALE: “… se condividi partecipi, se partecipi sei responsabile!”

Mercoledì 10 Maggio 2017 le classi della scuola media dell’Istituto Comprensivo Giovanni Calò hanno partecipato all’incontro formativo e informativo con la Polizia postale di Matera tenuto dall’Ispettore Filippo Squicciarini che ha parlato del Cyber bullismo e di quanto i social network e tutti i dispositivi elettronici siano pericolosi, per tanto vanno utilizzati con consapevolezza. A questo incontro, oltre a noi ragazzi, hanno partecipato anche alcuni genitori, gli insegnanti e la dirigente scolastica, prof.ssa Marianna Galli che, all’inizio dell’incontro, ha fatto un breve discorso sul perché si è tenuto e la frase più significativa che ha detto è stata “La scuola deve formare e informare”.

Il Cyberbullismo è diventato ormai un reato e viene così chiamato fino ai 13; a partire dai 14 anni si parla di furto, ingiuria e diffamazione. Quando i ragazzi commettono un reato grave come questo i genitori sono costretti a pagare multe di 10.000, 50.000 e 100.000 euro.

L’Ispettore ha riferito che Internet è un inesauribile luogo virtuale in cui è possibile scegliere cosa vedere, conoscere e analizzare. Ci ha anche comunicato il significato della parola Cyberbullismo che significa “insieme di azioni di prepotenza e molestie, messe in atto da minori nei confronti di altri minori ed effettuati tramite mezzi elettronici come il PC, il cellulare e il tablet.”

Il comportamento del bullo è quindi un tipo di azione continua e persistente che mira deliberatamente a far del male a qualcuno e si manifesta in prepotenze fisiche e verbali. Il bullo, infatti, inventa una serie di dicerie sul conto della vittima, lo esclude dal gruppo dei compagni e attraverso forme elettroniche diffonde calunnie e pettegolezzi. Tutto ciò che danneggia l’altro è reato e per questo c’è anche una pena prevista dal codice penale; ad esempio insulti, offese e voci diffamatorie sui social network comportano la reclusione fino a un anno, creare un profilo falso e insultare gli altri comporta la reclusione fino a un anno e in casi più gravi anche fino a tre anni. Quando si bullizza qualcuno e si viene scoperti ci possono essere due vari procedimenti in base all’età: i tredicenni rischiano un procedimento civile mentre i quattordicenni uno civile e uno penale.

L’Ispettore ci ha comunicato che non bisogna utilizzare i dispositivi elettronici dei genitori perché anche involontariamente si potrebbe aprire la porta ad un virus che automaticamente ruberebbe tutti i dati di mamma e papà tra cui la password della carta di credito di entrambi.

La frase più bella e significativa che l’Ispettore ha detto è stata “Se condividi partecipi, se partecipi sei responsabile”.

A questo punto il consiglio che vorrei dare ai genitori in merito a tutto ciò è quello di seguire i propri figli ed educarli ad essere delle persone leali e consapevoli dei rischi e pericoli della rete, affinché diminuiscano i bulli e i cyberbulli e con loro anche il numero delle vittime.

Deianira Milano 2ªAPolizia postale

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