LEGALITA’, GARANZIA DI PACE E BENESSERE

liberta_legalitaLa legalità oggi è diventata quasi un concetto privo di concreto significato in quanto malgrado sia ripetutamente dichiarato dai nostri rappresentanti delle istituzioni un valore essenziale di una società moderna, ogni giorno i giornali, la televisione o internet segnalano elementi e fatti che ci indicano esattamente l’opposto. Fatti criminogeni come rapine, omicidi ma anche reati dei “colletti bianchi” come definiscono i giornali quei reati compiuti in campo economico, da chi amministra imprese o rappresenta istituzioni sono all’ordine del giorno nel nostro Paese e rende il tema della legalità un argomento tutt’altro che superato. D’altra parte l’Italia è tristemente nota nel mondo anche per quelle associazioni criminali come la “mafia, ndragheta o camorra”.
Persino nello sport, un attività che sin dall’antichità era fondata su uno spirito di pura e leale competizione, oggi assistiamo a continue inchieste e condanne per giocatori coinvolti nel traffico di sostanze dopanti per aumentare le loro capacità fisiche.
Ho letto su un giornale online che l’Italia è tra i Paesi più corrotti dell’Unione Europea ( penultima) ed al 61° posto nel mondo ( classifica di Corruption Perceptions Index 2015 di Transparency International).
Eppure le origini della nostra società sono rinvenibili proprio nelle due grandi civiltà, la greca e la romana a cui il mondo intero ha guardato per tanti secoli per ispirarsi ed organizzare le regole fondamentali di uno Stato.
Ognuno di noi è consapevole che sin dall’antichità l’uomo quando ha deciso di organizzarsi intorno ad una comunità ha avuto bisogno di avere delle regole comuni per poter vivere e regolare i rapporti con i suoi concittadini. Una società senza regole è come una stanza di un bambino dove regna il caos.
Cosa sarebbe quindi uno Stato senza la legge? Evidentemente ognuno farebbe ciò che vuole senza tener conto dei diritti delle altre persone: insomma si scatenerebbero guerre continue. Probabilmente una giungla dove comanderebbe solo il più forte e tutti gli altri devono solo sottostare alla sua volontà.
La legge serve quindi non solo per regolare la vita in comune di tutti i cittadini di uno Stato ma anche perché è l’unica salvaguardia di una società e dei suoi cittadini perché regni la democrazia e non ci sia una dittatura cioè uno Stato in cui comanda un solo uomo e dove le regole del viver comune non vengano dettate da rappresentati del popolo ma solo dalla sua volontà. La storia ci ha insegnato purtroppo cosa accade in questi casi: i popoli si ribellano e guerra tra nazioni.
Oggi anche nei rapporti tra Stati si è capito che per potere vivere in pace, in una società complessa, come quella moderna ed evitare guerre, l’unico modo è vivere in una comunità in cui vi siano regole comuni: questo è accaduto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale.
Ma se è proprio la legge che tutela le libertà ed i diritti in genere dei cittadini dai soprusi di chi si crede più forte, è altrettanto vero che è la legge che detta anche quelle regole, definiti doveri, che i cittadini devono rispettare, perché la legalità è anche dover rispettare i diritti altrui e le regole che vengono imposte democraticamente dalla legge.
Ma cos’è per noi la legalità e soprattutto è percepita da tutti allo stesso modo? Una definizione di legalità è proprio quella di “conformità alle prescrizioni della legge”.
Ho l’impressione tuttavia che a volte noi cittadini crediamo che la trasgressione di alcune regole siano tutto sommato accettabili quasi assorbiti da un nostro personale codice delle regole, a volte pensiamo siano anche giustificabili. Penso alle tante piccole violazioni che si commettono ogni giorno quando si parcheggia la macchina in doppia fila o tripla fila; o ancora quando si gettano le carte per terra anziché nei cestini.
Certamente sono consapevole che sto descrivendo piccole violazioni che potrebbero anche non essere menzionate, ma io credo che la cultura della legalità nasca proprio dal rispetto delle regole previste anche per queste piccole azioni che già i nostri genitori ci insegnano a rispettare.
La famiglia infatti credo abbia proprio un ruolo fondamentale perché un bambino possa già incominciare ad avere una piccola bussola perché possa comprendere che ci sono delle leggi da rispettare in una comunità e distinguere ciò che è vietato da ciò che si può fare. Laddove la famiglia venga a mancare, fondamentale è il ruolo delle altre istituzioni per aiutare i bambini.
Un luogo sicuro e primario dove imparare gli elementi fondamentali del viver comune è la scuola. Qui grazie all’aiuto dei professori noi studenti cresciamo quotidianamente non solo da un punto di vista anagrafico ma anche culturale e diventiamo cittadini consapevoli dei nostri diritti e doveri. Tuttavia il nostro compito non è puramente passivo e cioè di apprendimento ma possiamo mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti rispettando le regole fondamentali presenti in una scuola che può essere assimilata come comunità alla società in cui ogni cittadino vive.
La scuola sin da quella primaria non è un luogo dove si impara solo a leggere e scrivere, ma è molto di più! La nostra scuola ad esempio ha organizzato una serie di incontri con un avvocato relativi ad un progetto sulla legalità permettendoci così di arricchire le nostre conoscenze e stimolandoci a confrontarci su un tema che spesso riteniamo, a causa proprio della nostra età, secondario.
La scuola ci insegna quindi il comportamento corretto da assumere tutti i giorni per diventare dei cittadini adulti integrati nella società e con pari opportunità; ci insegna ad essere leali, sinceri, rispettosi dei nostri professori e dei compagni e generosi verso chi ha delle difficoltà.
Ma lo facciamo sempre? Evidentemente no, perché sappiamo che non sono rare le volte che gli studenti tendono a non rispettare le quelle regole semplici che, a mente fredda e con sincerità, noi tutti sappiamo essere giuste: non usare i cellulari in classe, non copiare, non litigare con i compagni.
Quali possono essere le cause che inducono un uomo a trasgredire e non rispettare le leggi?
La fame, la necessità? Ebbene, malgrado il sentimento comune per un uomo che ruba per fame o necessita giustifica la sua azione, spesso questi casi sono solo molto rari e naturalmente, qualora si verifichino, noi tutti insieme alle istituzioni dovremmo aiutare queste persone in modo da evitare che commettano reati.
Altre volte invece mi sembra che il mondo sia impazzito quando ascolto notizie come omicidi familiari, o violenze su bambini e davvero fatico a trovare una spiegazione; insomma ci sono persone che vivono in un mondo senza colori, dove l’illegalità domina sulla legalità e sul bene.
Spesso infine ho l’impressione che almeno una buona parte di reati siano commessi in fondo solo per denaro. Il mondo di oggi ruota intorno ad esso e chi ne possiede in abbondanza pensa di poter acquistare praticamente tutto e di possedere un immenso potere.
La cronaca quotidiana è piena di notizie che riguardano tentativi di acquisti di titoli di studio, posti di lavoro, posizioni di prestigio, ricompense per assoluzioni nei processi o per il silenzio di chi avrebbe dovuto invece parlare. L’uomo contemporaneo mette in così alta considerazione il denaro da dare un prezzo a tutto, persino alla vita degli uomini e ciò lo fa sentire libero di trasgredire tutte le norme.
In conclusione ritengo che il rispetto delle regole, l’onestà, sono dei valori che devono essere radicati nella nostra vita sin da bambini, perché il futuro possa essere migliore del presente e costruire una società in cui l’impegno di tutti, pur con compiti diversi ma di uguale valore, possa permettere a tutti i cittadini del nostro Paese, osservando le regole comuni, un vivere dignitoso con concrete pari opportunità di studio e lavoro, in cui le associazioni criminose diventino solo un ricordo e magari riguadagnare posizioni nella classifica degli Stati più corrotti nel mondo.

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