Cosa prova una persona “bullizzata”?

Il bullismo è un comportamento violento messo in atto da una o più persone nei confronti di qualcun altro. Non è sicuramente un’azione gradevole e noi pensiamo che dappertutto siamo al sicuro ma dovremmo invece essere consapevoli che, all’improvviso, potremmo diventare il bersaglio di qualche persona estremamente cattiva. Tante persone vengono “bullizzate” senza un valido motivo perché, magari, hanno indossato capi di abbigliamento non alla moda, perché hanno qualche chilo di troppo o, semplicemente, per puro divertimento. Perciò decidono di farla finita, uccidendosi, pensando che il loro problema sia insuperabile e non riuscendo a sopportate il peso di una enorme sofferenza. Queste persone, infatti, arrivano a pensare di essere inadeguate, inferiori agli altri, di non poter far parte del gruppo. Tendono ad isolarsi, a subire la prepotenza e la violenza, fisica e verbale, ad accettare le umiliazioni altrui. Le persone che soffrono di bullismo dovrebbero essere forti e parlarne tanto con i familiari e gli insegnanti e cercare aiuto all’esterno. Credo, infatti, che il vero errore commesso dalle vittime di bullismo sia proprio quello di chiudersi in  se stessi perché, parlandone, riuscirebbero a superare le insicurezze e a capire che sono persone speciali, come speciale è ognuno di noi. Un ruolo importante è quello della famiglia che dovrebbe trasmettere ai ragazzi i valori dell’amicizia, dell’altruismo e della solidarietà. Invece, accade che i genitori non abbiano tempo da dedicare ai propri figli perché impegnati in altro e, per questo, i ragazzi crescono nell’indifferenza e senza quell’affetto e quell’amore che, poi, li spingerà a riversare la loro rabbia contro altre persone.

Maria era una ragazzina di 13 anni uccisa dagli insulti di ragazzini di appena un anno più grandi di lei.

Maria aveva tanti sogni e tanti progetti per il suo futuro.

Maria, era la principessa del suo papà.

Maria amava le trecce che le faceva la sua mamma ogni sera.

Maria, però, non piaceva a quei tre ragazzini!!!!

Lei non meritava quello che le è successo così come nessuno al mondo lo meriterebbe.

Basta con l’indifferenza!!!!

Perché ognuno di noi potrebbe, domani, diventare “MARIA”.

Eleonora Pontini 1^ B

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