Il Corretto Uso dei Social Network

Un Social Network è una piattaforma online grazie alla quale è possibile mettersi in contatto con altre persone sparse per il mondo. Per esempio, può essere utilizzato per sentirsi con amici d’infanzia, compagni di scuola, colleghi di università o di lavoro, vicini e lontani. A partire dal 2004, anno di fondazione di Facebook, l’aumento delle persone iscritte a un social network è stato esponenziale. L’evoluzione di Facebook nel nostro paese è interessante perché è stata spontanea. Alla fine del 2007 si registravano appena 200.000 persone. Poi nel settembre 2008 il primo salto di visibilità che portò gli utenti a superare il milione. Nel 2009 venne oltrepassata la soglia dei 10 milioni. Nel 2011 quella dei 20 milioni.
Nel 2014, decimo anniversario della nascita di Facebook, gli italiani che lo visitavano almeno una volta al mese erano 26 milioni, mentre quelli che lo facevano almeno una volta al giorno erano 17 milioni. Negli ultimi dodici mesi di quell’anno si è avuto un incremento della consultazione in mobilità tanto che gli utenti mensili toccarono i 16 milioni, quelli giornalieri i 10 milioni.

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Di certo, i Social Network ci hanno aiutato in tanti modi. In ambito scolastico e lavorativo facilita lo scambio di informazioni, facendo avvenire le comunicazioni quasi in tempo reale. In ambito propriamente sociale, aiuta a tenersi in contatto con amici e parenti e a comunicare con i propri “Seguaci” o “Followers” i propri pensieri (ad esempio, molte personalità importanti come Capi di Stato o il Papa utilizzano Twitter per condividere i loro pensieri con il resto del mondo).

Ma, alle volte, l’utilizzo scorretto di tali piattaforme può portare a conseguenze indesiderate, fastidiose e anche pericolose.

Innanzitutto, i Social Network potrebbero essere utilizzati da persone “poco raccomandabili” per scopi non meglio specificati, ma comunque cattivi. Per questo, è sempre buona norma controllare bene le persone che ci contattano sui Social, evitando di accettare persone sconosciute e, soprattutto, di incontrarle nella vita reale.

Negli ultimi anni sono, inoltre, aumentati i casi di “Catphishing”, ovvero i furti d’identità sul web, cioè di persone che si spacciano per altre utilizzando loro dati personali e/o foto. Per questo bisogna sempre cercare di mettere protezioni sui propri dati personali (se proprio vanno inseriti…), per evitare anche danni economici. Inserire, ad esempio, il numero della propria carta di credito su un sito non certificato e non sicuro, mette a rischio il proprio conto in banca, poiché, dall’altra parte del tuo computer, potrebbe esserci una persona pronta a derubarti.

Il fatto che molti Social Network sono gratis e che tutti possono iscriversi, ti può portare a contatto con diversi tipi di persone e con diversi tipi di “oggetti” come file, immagini, video o notizie. Purtroppo, molto spesso i file, le immagini e i video condivisi non sono adatti ad essere condivisi e visualizzati da milioni di persone, come anche le notizie false messe in giro. Prima di credere alle così dette “bufale”, serve controllarne le fonti e decidere se sono attendibili o no.

Molti giornali si stanno convertendo alle notizie online, dato che i Social Network sono veicolo velocissimo di notizie in tempo reale. Ma, nel frattempo, Newsweek, prestigioso settimanale statunitense, in edicola dal 1933, ha pubblicato il suo ultimo numero cartaceo il 31 dicembre del 2012, data la troppa “concorrenza” dei giornali online. Forse i Social Network (e le testate giornalistiche che li utilizzano) si troveranno a sostituire i giornali cartacei nei prossimi 50 anni.

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In conclusione, forse la cosa più negativa dei Social Network, ovvero il loro essere contraddittori. Se devono stimolare la socializzazione, perché sempre più persone passano sempre più tempo al cellulare o al pc e non in giro con i propri cari? Perché ci si chiude per ore in casa davanti a Facebook e si esce di meno? Perché un Social Network ci deve rendere così aSOCIALi? Alla nostra e alle prossime generazioni il compito di utilizzare cellulari e computer (e quindi i Social) non come macchine intelligenti per persone stupide, ma come macchine stupide per persone intelligenti, come diceva Umberto Eco.

Adriano Armenise 3^ B

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