La discriminazione

Nonostante viviamo in un epoca propensa verso il nuovo abbiamo ancora molta paura di ciò che, dal nostro punto di vista, ci sembra diverso: i gay, chi professa una religione differente, chi è di colore, i rom… La discriminazione è un comportamento non motivato da altri fattori che causa un trattamento non paritario contro una persona o un gruppo solo perché noi li consideriamo diversi. Ci sono moltissimi fattori di discriminazione. Quelli riconosciuti dalla normativa italiana sono: il genere, l’origine etnica o razziale, il credo, l’orientamento sessuale, l’età e la disabilità fisica o psichiatrica. La discriminazione si divide in: discriminazione diretta, discriminazione indiretta e molestie. La prima fase consiste nel mettere un soggetto o un gruppo in una posizione di svantaggio. La seconda fase si verifica quando con delle norme, delle prassi o dei regolamenti si mette il soggetto o il gruppo in una posizione di svantaggio. Le molestie consistono nell’adottare dei comportamenti indesiderati finalizzati distruggere la dignità di qualcuno. Ma da dove viene la discriminazione? Per esempio l’odio verso i mussulmani è aumentato dopo gli attacchi terroristici. Ma la colpa non è di tutti i mussulmani ma solo di un ristretto gruppo di fanatici. Oppure il fatto che noi consideriamo i rom tutti dei ladri solo perché qualcuno di quella comunità ha commesso dei furti non significa che sono tutti dei ladri. Spesso, anzi sempre, queste falsità non sono altro che stereotipi.

Luca Altini 3^ C

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