LA DIVERSITA’

Oggi mi é capitato di soffermarmi su una domanda, un po’ banale e che qualcuno potrà considerare addirittura sciocca. Mi sono chiesta cosa volesse dire essere diverso. Essere diverso vuol dire emergere dalla massa, questa é sicuramente la risposta che daremmo tutti noi senza pensarci due volte. Ma io non mi sono accontentata di questa semplice risposta e ho voluto cercare un esempio concreto di diversità. Mi sono accorta che la risposta era più vicina di quanto mi aspettassi. Mi sono detta: “io stessa sono diversa”. Ma non in senso cattivo, anzi totalmente l’opposto. Guardando le mie coetanee io infatti non mi rivedo in loro. Non seguo le mode, non ascolto la loro stessa musica né tanto meno agito i capelli e fingo una risata quando so di essere guardata da un ragazzo carino. Non assumo questi atteggiamenti perché non sono adatti a me, e se li adottassi probabilmente mi sentirei persino ridicola. Non mi preoccupo affatto di essere diversa sotto questo punto di vista, anzi ne sono orgogliosa, perché onestamente preferisco rimanere la ragazza spontanea che sono sempre stata. Questo perché ho imparato a capire che ciò che pensano gli altri non mi deve assolutamente influenzare, per il solo motivo che le persone a cui tengo, mi apprezzano per quello che sono. Sono riuscita a costruirmi uno scudo contro questa “arma impropria”. Capita che certe volte la gente mi punti gli occhi addosso, ma io rispondo nella stessa maniera. Li osservo finché non sono loro ad abbassare lo sguardo per primi, per dimostrare che ormai le loro occhiate non mi intimoriscono più. La differenza é un valore fondamentale al quale, però, soprattutto i giovani, non danno la giusta importanza. Credo che i ragazzi tendano ad omologarsi per timore di ricevere il giudizio altrui, di sentirsi esclusi dal gruppo. Per farvi un esempio, io vedo i miei coetanei che pur di seguire una tendenza sarebbero disposti ad indossare capi di abbigliamento uguali a tanti altri senza alcun giudizio critico. Oggi la diversità é vista come qualcosa da cui stare alla larga perché è usata in senso negativo per indicare il “mostro”. Io, invece, penso che la parola “diverso” non sia appropriata per identificare chi si distingue dagli altri non per il significato in sé per sé ma bensì per il contesto in cui viene utilizzata.

Francesca Angelini 3^ C

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