PRIVACY

Il termine privacy è un termine inglese che tradotto in italiano significa “riservatezza” o “privatezza”, ed indica, nel lessico giuridico-legale, il diritto alla riservatezza della vita privata di una persona.

La privacy comunemente è relativa al diritto di proteggere i propri dati personali come nome, cognome, luogo di nascita, foto ecc. e ultimamente si sta parlando poco di essa proprio perché, con tutti questi social online, la nuova generazione pubblica, per ottenere like o acquisire i cosiddetti “follower”, pure le cose più personali. La privacy però non va confusa con la solitudine o con l’abbandono di se stessi, perché sono delle cose completamente diverse. La solitudine significa stare “da solo”, mentre la privacy significa “proteggersi dal mondo e dai pericoli che si trovano fuori le mura domestiche”. Molte persone non hanno capito che pubblicare una foto con un’immagine di se stesso su internet, poi verrà guardata da persone provenienti da tutto il mondo che possono essere buone o cattive. Questo equivale a mettere un cartellone con tutti i dati personali e la foto di se stessi nella propria scuola. Tutti gli alunni poi ne parlerebbero e scatterebbero foto del cartellone facendo girare le voci per tutto l’istituto. Infatti quando si pubblica una foto sui social non puoi più tornare indietro, avendo, quindi, una totale perdita del materiale inserito.  L’Italia e l’Unione Europea, però, hanno riconosciuto tra i reati penalmente punibili, che violano la privacy delle persone, i seguenti:

-La violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza informatica

-La rivelazione del contenuto di corrispondenza telematica.

-L’intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche.

-Installazioni abusive di apparecchiature per le intercettazioni informatiche.

-La falsificazione, alterazione e sottrazione di comunicazioni informatiche.

-Rilevazione del contenuto di documenti informatici segreti.

-Lo spionaggio informatico.

 

In tal senso è intesa come privacy anche l’autodeterminazione, il riconoscersi parte attiva, e non più passiva, in un rapporto con le istituzioni, nel rispetto reciproco delle libertà.

Giuseppe Ressa 3^ G

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