Le pettole, golosità invernale.
pettole-pugliesi

Certo,  si fanno ogni anno nel periodo di Natale, iniziando dall’Immacolata, ma a me piacciono sempre; la mia nonna annuncia dalla sera precedente con tono solenne: DOMANI FACCIAMO LE PETTOLE!!!!. Nella mia immaginazione già si scatena tutta una serie di sapori e odori che restano nella memoria. Un annuncio quasi biblico perché come dice lei, uno le fa e tutti li mangiano. E ci sta un via vai dalla cucina, a chi prende fugge via cercando di non bruciare la lingua perché la prova del reato… va cancellata subito, anzi ingoiata.

Fare le pettole è un piacere anche per la vista perché è come guardare un artista a lavoro: l’impasto è morbido, scivoloso, e si prende bagnandosi leggermente la mano per evitare che si attacchi. Dal palmo della mano fuoriesce una pallina di pasta rotonda rotonda che si lascia cadere nel tegame con tanto olio. Alla fine si possono mangiare così come sono oppure con un po’ di miele, precedentemente sciolto a fuoco lento. La nonna però ha una bottiglietta con dentro il vincotto (u cuett), altro prodigio della gastronomia meridionale, dolce e aspro, qualche goccia su ci sta proprio bene. Le pettole non hanno mai la stessa forma, un po’ come le nuvole e sono quasi uno stato d’animo che accompagna le giornate invernali aspettando la primavera.

 

PETTOLE: 500 gr. di farina, mezzo cucchiaio di sale,  4 cucchiai di olio di oliva, 400 ml acqua gasata tiepida, 20 gr. di lievito di birra, due patate lesse, olio per friggere.

 

Simone Bellanova, 3A,

Secondo Istituto Comprensivo Statale di Ceglie Messapica (BR)

Scuola Secondaria di Primo Grado ‘L. Da Vinci’

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