Telefonomania: Io che non vivo più di un’ora senza te

Assistere al concerto di un cantante preferito è sempre un’esperienza che ti lascia qualcosa dentro: la
musica, la performance, la scenografia, sguardi, visi, occhi che non rivedrai mai più ma che rimarranno
indelebili nei tuoi ricordi. Dopo un concerto ho visto tanta gente intenta a twittare: inquietante.
Invece di godersi il presente, di emozionarsi, di vivere con i propri occhi anzichè con l’occhio di un
telefonino, un angolo della loro mente è occupata dal pensiero di doverlo raccontare ad altri. La possibilità
di condividere ogni evento in tempo reale tramite i social inquina, secondo me, la verginità stessa
dell’esperienza, soprattutto se accostata ad un senso di estraniazione emotiva finalizzata al raggiungimento del consenso sui social. Il live-tweeting, che sia un bene o un male, è un’ottima spia per comprendere la nostra società. Piattaforme prese come palcoscenici per avere un pubblico, un’identità digitale che vive di più di quella fisica: è più labile, incorporea e dunque per essere riconosciuta va sempre sollecitata. Ancora più inquietante è vedere quanti retweet si è ricevuti: tutti intenti a vedere e rispondere finiamo per non dare alla parola la giusta responsabilità. C’è sempre qualcosa di irresistibile nel raccontare brevi frammenti della propria vita ma il problema è PERCHE’. La risposta più ovvia è “perché no?”Abbiamo bisogno di sentirci per forza attori di questa vita, di essere sempre presenti, mai assenti, quasi di essere dimenticati; cosi invece siamo noi a scordarci della vita, nella sua caleidoscopica molteplicità. Ma quanto invece può essere bello vivere nell’ombra, anche perché “ l’ombra esiste solo se c’è luce” (Edgar Allan Poe). Il culto del tempo reale o nowism ci allontana dai nostri ricordi, dalla memoria: tutto può essere ripreso e se nulla rimarrà nella nostra memoria, resterà nella memoria di un computer. Sinceramente preferisco che i miei ricordi svaniscano nell’oblio della mia mente piuttosto che restare indelebilmente in un’ incontrollato universo che è Internet.
Iacopo Vito Susca I.I.S.S “Majorana – Laterza” classe II B Classico

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