Giocando in strada tanto tempo fa
pitrudd

Camminando per i vicoli e le piazze del borgo antico del mio  paese, il nostro pensiero è volato indietro nel tempo. Abbiamo iniziato a sognare ad occhi aperti e abbiamo immaginato di vedere questi posti, ora spopolati, un tempo colmi di bambini poveri, vestiti con abiti stretti, rattoppati e usurati dal tempo, ma felici. Ora quei bambini sono nonni ed è a loro che ci siamo rivolti per percepire le sensazioni che si provavano. Ai miei tempi – dice il nonno – non c’ era  molto tempo per giocare, perché i mesi invernali gli passavamo a scuola , e i restanti ad aiutare i nostri genitori. Quando c’era tempo libero giocavamo nei campi o nelle strade con oggetti semplici che si trovavano facilmente.  Ovviamente, le strade erano più sicure di  quelle di oggi e il massimo rischio era quello di essere investiti da una bicicletta o da un carro. Ma quegli svaghi erano un modo per stare insieme o per sfogarsi. La civiltà  ‘della strada’ era il luogo in cui si era costretti a crescere  e a confrontarsi con gli altri , a risolvere i problemi. C’era una umanità più vera, più sentita, più diffusa, anche se semplice. Oggi voi bambini usate come svago cellulari e play station, e non vi vedo tanto divertiti come allora perché il mondo dell’elettronica è anche della solitudine. Siamo proprio sicuri che a quella faccina felice che metti ad ogni messaggio, o triste, o arrabbiato corrisponde il tuo vero sentimento? Mi tornano in mente alcuni giochi tradizionali come li pitrudd (i sassolini), gioco di società dove il tavolo era la terra, per cui occorreva grande abilità manuale. Per giocare a li pitrudd si prendevamo delle pietre in mano, si lanciava una in aria e, con la stessa mano si mettevano le altre per terra e si riprendeva al volo quella lanciata. Poi lanciavamo nuovamente la pietra in aria e cercavamo di raccoglierne una da terra. Continuavamo così, usando una sola mano finché recuperavamo tutte le pietre. Cosa si vinceva? Dei  fichi, delle mandole o noci e nei casi più fortunati un bel pezzo di pane.

Christian Monaco – Sabrina Filomeno,  5A,

Secondo Istituto Comprensivo Statale di Ceglie Messapica (BR)

Scuola Primaria ‘G. Bosco’

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