Gli stemmi del borgo antico di Bari

Passeggiando nel borgo antico durante una visita guidata ho scoperto che in questa parte della città molti palazzi hanno degli stemmi, sui quali sono impressi disegni e simboli. Essi servivano ad identificare il proprietario e la sua funzione oppure a descriverne il carattere. A largo Maurelli ho visto lo stemma di palazzo Calò, composto da una luna orizzontale simbolo di rinascita, due stelle che indicano la strada da seguire ed una faccia dalla cui bocca escono due grappoli d’uva, espressioni della natura e della vita; il viso ha una funzione apotropaica, cioè ha il compito di proteggere la casa allontanando gli spiriti maligni. Anche il monastero di Santa Teresa dei Maschi (chiamato così perché abitato solo dai frati carmelitani) ha il suo stemma composto da una croce per indicare il luogo religioso, tre stelle ed una corona. Poi c’è lo stemma di quello che si pensa fosse il Palazzo della Giustizia, dove sono rappresentati un’aquila ed una corona, entrambi segni di sovranità. Per arrivare in piazza Mercantile, si attraversa la cosiddetta Porta di Mare, che consentiva l’ingresso delle merci nella vicina piazza dove si svolgeva il mercato. Sulla porta sono incise le effigi di Japige e Barione, i mitici fondatori di Bari. Quasi al centro di piazza Mercantile spicca il maestoso Palazzo di Governo, anche detto Palazzo del Sedile, un tempo sede del governo cittadino ed in seguito anche del primo teatro della città. Fu costruito nel Cinquecento all’arrivo di Isabella D’Aragona, figlia di Alfonso II re di Napoli, e sposa di Gian Galeazzo Sforza, duca di Milano. Per questo motivo sul palazzo c’è sia lo stemma aragonese con due aquile sia quello degli Sforza con due bisce. Quest’ultimo si vede anche sul Palazzo della Finanza, un tempo Palazzo della Dogana.

Isabella D’Aragona, quando arrivò in città, portò con sé tutta la sua corte e ogni famiglia milanese costruì un proprio palazzo. La maggior parte di questi si trova nella via dei Milanesi, dove una chiesa preesistente fu anche dedicata a Sant’Ambrogio, protettore della loro città d’origine. Su questa chiesa c’è uno stemma un po’ lugubre, con un teschio ai piedi di una croce, che fa riferimento al calvario di Cristo e al suo sacrificio. Infine, sul bellissimo palazzo Tanzi, una famiglia milanese, vi è un grande stemma con una corona e due gigli, simboli di regalità e gloria della famiglia reale francese; lo scudo è abbellito con trombe, tamburi, bandiere e musicisti, a rappresentare un corteo in festa. Ho imparato molto da questa visita, in particolare che l’osservazione attenta di un monumento fornisce numerose e preziose informazioni sulla storia e sulle tradizioni di un popolo.

 

Francesco Accettura 1^ D

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