I TINTINNABULA, I GIOCHI DEI PICCOLI MESSAPI
cavalluccio tintinnabula

Il gioco per i bambini è un’attività determinante perché attraverso il gioco il bambino scopre il mondo e se stesso. Tramite un’indagine abbiamo scoperto che nei vari reperti archeologici delle diverse civiltà (Sumeri, Greci, Egizi, Romani, ecc) in sepolture di bambini, sono stati rinvenuti oggetti che servivano per i giochi dei bambini; passatempi semplici molto simili ai giochi di ora. Dunque l’origine del gioco e del giocattolo si perde nella notte dei tempi e sorprendentemente lega tutte le epoche e simbolicamente i bambini vissuti in epoche diverse, anche quelle lontanissime.

La civiltà antica più vicina a noi è quella dei Messapi, nostri progenitori, che hanno popolato tutto il Salento sin dal VI secolo a.C. I bambini messapi avevano la palla, di cuoio o di pezza, che usavano con le mani; la trottola di legno o terracotta che facevano girare vorticosamente con una corda; le bambole di legno o terracotta, snodabili come i nostri burattini; gli astràgali, che erano come i nostri dadi da gioco, ottenuti dall’osso del tarso della capra o di agnello, che, numerati su quattro facce, venivano usati per giocare. Altri giocattoli erano pupazzi di terracotta che raffiguravano animali, o carrettini da tirare con una corda. Poi c’erano gli animali, grandi amici dei bambini: cagnolini, caprette, uccellini e perfino grilli e cicale. Insomma, i bambini d’allora non avevano i giochi moderni e complicati, ma in cambio avevano tanta fantasia e un maggiore amore per la natura e la vita all’aria aperta e si divertivano lo stesso. In una sepoltura rinvenuta alla fine degli anni ’80, in un vasto complesso di sepolture messapiche sul territorio di Ceglie Messapica, ve ne era una piccola, presumibilmente di un bambino di circa tre anni, all’interno della quale hanno ritrovato due tintinnabula, ossia i giochi dei bambini. Gli studiosi dicono che il colore dei maschietti di questa civiltà era il bianco; sarà stato un dolore immenso per la madre adagiare vicino al corpicino di questo bambino i suoi giochi, un cavalluccio e un porcellino di terracotta, di circa 14 cm. x 10. Ci piace immaginare il bambino giocare sotto lo sguardo vigile della madre e correre per i prati, felice.

Grazie a questo commovente gesto i giochi del piccolo messapo sono giunti a noi; il cavalluccio ed il maialino appartengono ad una collezione privata, catalogata e pubblicata dall’archeologo prof. Isidoro Conte di Ceglie Messapica (Collezioni e archeologia, ed. Associazione Culturale Cinquedicembre, Ceglie Messapica, 2003).

Sara Lacenere, 1A,

Secondo Istituto Comprensivo Statale di Ceglie Messapica (BR)

Scuola Secondaria di Primo Grado ‘L. Da Vinci’

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