Il Carnevale di Putignano

Oggi, 13 Febbraio 2018, è proprio martedì grasso e ultimo giorno di Carnevale. Parliamo di giornate dedicate al divertimento e alla felicità dei bambini che si vestono in maschera e passeggiano per le strade lanciando coriandoli.            Nel nostro territorio i festeggiamenti più lunghi si tengono a Putignano un paese in provincia di Bari.    Il carnevale di Putignano nasce secondo una leggenda nel 1394 quando le nostre coste erano preda dei saccheggi dei saraceni e quindi si pensò di spostare in un posto più sicuro le reliquie di Santo Stefano Protomartire da Monopoli a Putignano.Durante questo trasferimento pare che alcuni contadini putignanesi mentre innestavano la vite, lasciarono i campi e si unirono al corteo sacro con balli  canti e versi in rima baciata improvvisati.       Molti secoli dopo il carnevale di Putignano, durante il fascismo, si è festeggiato con la parata di carri allegorici e che ancora oggi avviene. Vengono realizzati dei carri in cartapesta che sono delle vere opere d’arte e ogni carro ha un tema. Sfilano per le strade della città con gruppi di persone mascherate che ballano sui carri. Il Carnevale inizia il 26 dicembre con lo scambio del cero che la gente porta in chiesa per chiedere perdono dei peccati che farà durante questa festa. Lo stesso giorno c’è la festa delle “propaggini” dove alcuni attori recitano nella piazza della città in dialetto putignanese o fanno della satira su avvenimenti importanti accaduti durante l’anno. Di solito vengono presi in giro i politici.A partire dal 17 gennaio con la festa di Sant’Antonio Abate tutti i giovedì, la tradizione vuole che questi, siano dedicati alla satira di alcune categorie di persone. Il primo giovedì è dedicato ai monsignori, seguiti dai preti, dalle monache, dalle vedove, dai pazzi, dalle donne sposate e per ultimi vengono presi in giro i mariti traditi. In passato proprio il giovedì, la gente si riuniva nelle cantine e nei sottani del centro storico per balli e banchetti in maschera. Oggi invece si partecipa a sagre e spettacoli musicali dove è possibile degustare prodotti tipici inerenti a questa festa come: focacce, panzerotti fritti, sgagliozze e chiacchiere.Alla vigilia del martedì grasso si usa dare l’estrema unzione al carnevale che viene messa in scena da persone travestite da sacerdoti mentre la sera dello stesso giorno c’è il funerale del carnevale. Una processione funeraria passa per le vie e il defunto è rappresentato da un maiale in cartapesta che è il simbolo di questo periodo in cui la gente ha peccato facendo baldoria.Il maiale viene bruciato e le ceneri rappresentano la purificazione in quanto dopo il carnevale inizia la Quaresima, un periodo dedicato alla preghiera e al digiuno prima di arrivare alla Santa Pasqua. Dopo il funerale, la serata si chiude sotto il sagrato della Chiesa Madre dove viene messa una campana in cartapesta e dove si ascoltano 365 rintocchi registrati su una cassetta. Anticamente questo si chiamava il rito della Campana dei Maccheroni. Prima della mezzanotte, la sera del martedì grasso, la campana della chiesa Madre del paese veniva fatta rintoccare 365 volte per ricordare ai putignanesi che le feste erano finite e che stava per arrivare il periodo delle penitenze.Si mangiano maccheroni al sugo di pomodoro con la salsiccia e si continua a ballare fino alla mezzanotte, momento in cui due sacerdoti cospargono il capo dei presenti con le ceneri, simbolo dell’inizio della Quaresima.

Christian Partipilo 2^D

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