Alimentazione: Patrimonio dell’Unesco a rischio. La frisella batte la cavalletta

Non c’è bisogno di realizzare sondaggi per immaginare come il Salento possa non vedere di buon occhio il nuovo regolamento europeo sui cosiddetti novelfood, che introduce la possibilità di servire a tavola insetti come locuste, grilli, larve e cavallette. Intanto il Ministero della Sanità chiarisce che in Italia ancora “non è stata ammessa alcuna commercializzazione di insetti”. In Puglia sul cibo non si scherza: la dieta mediterranea non può essere messa in discussione e non verrà certo sostituita facilmente da questa nuova moda che inizia a diffondersi.

Oggi l’abuso nella produzione e nel consumo di carni rosse nel mondo occidentale fa sì che ci sia una vera e propria minaccia alle risorse alimentari e agricole del nostro pianeta. Ma non si può immaginare che un domani si farà l’aperitivo con frittura di blatte al posto di una frisella al pomodoro condita con olio evo. Il salentino doc si oppone a tutto questo e continuerà a preferire le carni paesane, prodotte a chilometro zero, accompagnate dai vini locali come Negramaro e Primitivo. E cosa dire di una “tajeddha” con grilli al posto delle cozze o di larve e tria, oppure di fave nette con cavallette selvatiche? E poi ancora pignata di bachi o pezzetti di vermi al sugo? Tutto questo è inaccettabile. Per questo il Salento dice no!

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