Pizzica salentina tra tradizione e modernità: “Notte della Taranta” Concerto a due facce

La “Notte della Taranta” è un appuntamento consolidato ormai da anni nel Salento. Oggi è il  festival di musica etnica più importante d’Italia e non solo. Ogni anno però si solleva un polverone di critiche sia positive che negative da parte di migliaia di salentini indignati per la scelta degli ospiti, spesso artisti di alto calibro, che poco hanno a che vedere con la “pizzica” e con la cultura salentina. Si dimentica l’originario obiettivo dell’evento: valorizzare e far emergere aspetti culturali e folkloristici della terra salentina, soprattutto il Grìko, una lingua molto affine al greco, che rischia di scomparire. Riteniamo vergognosa la mancanza al concerto del suono dei tamburelli e delle voci salentine tra gli ospiti, ma la critica più sentita è stata quella relativa alla mancanza di un messaggio sociale in difesa di questo territorio. Tutti sembrano rimanere indifferenti ai problemi atavici del Salento: disoccupazione, sfruttamento, fame, disinteresse politico. Ogni anno il grande assente sul palco è Il Salento autentico delle origini”

Anna Riso classe IV ASC

 

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