SICUREZZA A SCUOLA: UN’ANNOSA QUESTIONE

L’edilizia scolastica nel nostro Paese rappresenta una vera e propria emergenza nazionale. Lo stato e la qualità degli edifici scolastici di un territorio rappresentano un indicatore di quanto una comunità investa nel benessere, la sicurezza e la formazione dei cittadini più giovani. Le competenze in materia di edilizia scolastica, stanno in capo agli Enti locali, che devono operare alla riqualificazione del patrimonio anche attraverso il contributo di finanziamenti da parte dello Stato. Nel tempo, questo trasferimento di risorse è stato molto esiguo e insufficiente rispetto al bisogno reale, bisogno ancora oggi non quantificabile finché non sarà terminata l’Anagrafe scolastica, il censimento di tutti gli edifici scolastici, iniziato nel 1996 ed ancora non terminato. Occorre infatti, superare l’approccio di intervenire prevalentemente sui casi di emergenza per arrivare ad una programmazione degli interventi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, prevedendo anche un piano di riqualificazione per la messa in sicurezza, la bonifica e la sostenibilità degli edifici. Questa operazione di riqualificazione consentirebbe di considerare l’edilizia scolastica una delle grandi opere pubbliche nazionali, che darebbe, oltretutto in tempi di crisi economica, occupazione e miglioramento territoriale di un patrimonio edilizio diffuso in maniera capillare in tutto il Paese.

Proposte Legambiente sul tema “Edifici scolastici”

  • Completamento immediato dell’anagrafe scolastica che documenti lo stato dei 42.000 edifici scolastici italiani.
  • Tavoli territoriali composti da rappresentanti istituzionali e mondo della scuola (studenti, genitori, dirigenti, docenti, personale non docente), per rilevare i bisogni e definire le priorità di azione in materia di edilizia scolastica.
  • Piano di investimenti per la messa in sicurezza di tutti i 42.000 edifici scolastici in cui abita una popolazione di nove milioni di persone (quasi quattro volte il numero di abitanti di una metropoli come Roma!).
  • Piano di investimenti per la riqualificazione energetica degli edifici: solo un 9,76% degli edifici possiede impianti ad energie rinnovabili e meno del 25% utilizzano forme specifiche di risparmio energetico.
  • Creazione di linee guida per la costruzione dei nuovi edifici scolastici, improntate alla funzionalità, facilità di manutenzione, sicurezza, vivibilità degli spazi e sostenibilità.

Sicurezza degli edifici scolastici secondo la Protezione Civile

In questa sezione sono descritte le attività realizzate dal Dipartimento della Protezione Civile attraverso le Regioni per la sicurezza degli edifici scolastici: dalle verifiche sismiche sulle scuole, agli interventi di adeguamento strutturale e antisismico per ridurre gli effetti dei terremoti. Verifiche sismiche degli edifici strategici rilevanti. Dopo il terremoto in Puglia e Molise del 2002 è stata emanata l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, che riclassifica l’intero territorio nazionale in quattro zone a diversa pericolosità, eliminando le zone non classificate e introduce l’obbligo per gli enti proprietari di procedere alla verifica sismica degli edifici strategici e di quelli rilevanti per finalità di protezione civile. Tra questi ultimi rientrano anche le scuole. L’articolo 32 bis del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, ha istituito il Fondo per interventi straordinari della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le verifiche sismiche e i primi interventi urgenti. Il Fondo di 200 milioni di euro è stato implementato attraverso le opcm n. 3362 dell’8 luglio 2004 e n. 3505 del 9 marzo 2006. Con questi fondi il Dipartimento della Protezione Civile – attraverso le Regioni – ha finanziato circa 2.300 verifiche sismiche sugli edifici scolastici. Le Regioni e i Comuni, inoltre, hanno effettuato ulteriori verifiche sismiche degli edifici scolastici con fondi propri. Al momento il Dipartimento sta informatizzando i dati di sintesi delle verifiche svolte per costituire una banca dati centralizzata associata all’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica. Programma per gli interventi di adeguamento sismico delle scuole. Con la legge n. 244 del 24 dicembre 2007 il Fondo per interventi straordinari della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato incrementato di 20 milioni di euro all’anno a partire dal 2008 per l’adeguamento strutturale e antisismico delle scuole e per la costruzione di nuovi edifici scolastici, qualora sia indispensabile sostituire quelli ad elevato rischio sismico. Le quote di competenza regionale sono assegnate a ciascuna Regione tenendo conto dei diversi livelli di rischio sismico che caratterizzano i territori. Al 19 novembre 2015, data di pubblicazione del decreto di finanziamento delle ultime due annualità, risultano finanziati o cofinanziati, con le prime sei annualità del programma, complessivamente 242 interventi. In media sono stati finanziati 40 interventi all’anno, per un costo medio di 478.000 euro per intervento. Le Regioni con il numero più alto di interventi finanziati sono il Veneto (37), la Calabria (31) e la Sicilia (27).  Di tutti gli interventi finanziati, ad oggi ne sono stati conclusi 103.
Per ogni intervento sono indicati: Comune, Provincia, Regione, importo finanziato, annualità, nome della scuola, data dell’ultimo aggiornamento, stato dell’intervento e descrizione dell’intervento.
Nella ordinanza si precisa che gli interventi devono riguardare:
- l’adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici scolastici pubblici, se risultano necessari da verifiche tecniche eseguite coerentemente alle norme;
- l’adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici scolastici pubblici che, anche se non sono state eseguite le verifiche tecniche, si trovano in una reale situazione di grave e attuale rischio sismico; devono però essere disponibili studi o documenti che lo certificano;
- la costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici, nei casi in cui sia indispensabile sostituire quelli esistenti ad elevato rischio sismico per i costi eccessivi dell’adeguamento sismico in relazione al costo per la costruzione di un nuovo edificio. Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico. Dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 è stato emanato un nuovo provvedimento per dare maggiore impulso alla prevenzione sismica. L’articolo 11 del decreto legge n. 39 del 28 aprile 2009, prevede che siano finanziati interventi per la prevenzione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale e stanzia 965 milioni di euro in 7 anni. Nell’ambito di questo Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, sono stati introdotti contributi per gli interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico o, eventualmente, demolizione e ricostruzione di edifici ed opere pubbliche d’interesse strategico per finalità di protezione civile. Tra questi ultimi sono compresi gli edifici scolastici che hanno funzioni strategiche nei piani di emergenza di protezione civile.

 

 

Giada Signoriello

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