Voglia di vivere, voglia di vincere

Il valore educativo dello sport ha assunto in questo ultimo periodo una rilevanza importantissima, grazie alla forza e al coraggio di molte persone che lottano ogni giorno per raggiungere i loro obbiettivi, nonostante le loro disabilità.
Un esempio rilevante è Bebe Vio, schermitrice che all’età di undici anni fu colpita da una meningite fulminate, che le causò una terribile infezione con necrosi ad avambracci e gambe, che le rese necessaria l’amputazione, ma nonostante tutto ciò lei ha voluto lottare per raggiungere il suo sogno. Questo suo coraggio e determinazione l’hanno portata alla vittoria di molte medaglie d’oro ai campionati delle paralimpiadi e hanno dimostrato che nulla è davvero impossibile se c’è la volontà e la forza di andare avanti.
Se Bebe Vio ha avuto una grande popolarità grazie alla sua incontenibile gioia di vivere, ci sono altri atleti parolimpici che hanno contribuito con la loro determinazione ad abbattere barriere culturali contribuendo all’emancipazione e all’integrazione sociale delle persone disabili, fra cui Marco Dolfin. Noto chirurgo ortopedico che all’età di trent’ anni subì un grave incidente in moto, che gli compromise l’uso degli arti inferiori, ma non si è perso d’animo e non solo ha continuato ad esercitare la sua professione ma è anche diventato campione di nuoto parolimpico.
Queste persone sono un esempio per tutti noi, in quanto se si ha un obiettivo e si crede in esso si può superare qualsiasi difficoltà.
RUSSO SILVIA 3°O

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