Le pietre dei trulli raccontano una religione antica
compressa SIMBOLI DEI TRULLI - Copia

Durante un tragitto in macchina verso le contrade della nostra campagna dal finestrino dell’auto  scorgevo i trulli; ho cercato di osservarne le caratteristiche  e ho chiesto ai miei genitori di fermarsi accanto ad una di queste straordinarie abitazioni per capirne il senso. Ho fatto questo perché spesso chi vive in questi splendidi posti come la Valle D’Itria dà per scontato che ci siano, che siano un’attrazione ma è bene rendersi conto del valore storico. Ho osservato la base, le pietre, i pinnacoli. Un contadino del posto mi ha detto che i trulli e tutte le abitazioni di campagna avevano la porta d’ingresso verso il sole che sorge. Mi ha anche detto che sulla casa venivano fatti a calce alcuni segni religiosi per averne la protezione. Questo mi è bastato per approfondirne la storia perché ho capito che intorno a queste abitazioni vi è magia, superstizione, religione che contrariamente a quanto si possa pensare, convivono serenamente.  Il termine trullo deriva dalla parola greca trullos che significa cupola, ma queste particolari abitazioni sono state definite così di recente perché nel secolo scorso a Ceglie si chiamavano casedde, cioè piccola casa, di modeste dimensioni ed esclusivamente usata per dormire, in quanto la vita giornaliera avveniva all’aperto. Di questo si tratta in realtà, di una modesta ma confortevole casa costruita dai contadini che sagacemente utilizzavano la materia prima più abbondante qui da noi: la pietra calcarea. Il nostro terreno è ricco di pietra e scarseggia in terreni fertili; i contadini con tanto lavoro e ostinazione hanno nei secoli spietrato i terreni per renderli coltivabili. Il trullo veniva costruito sulla roccia e contemplava una serie di coni, un pagliaio per gli animali, un trullo più piccolo destinato al caminetto e alla cucina, una lamia destinata ai lavori di elaborazione e  conservazione dei cibi e prodotti. Uno dei primi censimenti dei trulli è avvenuto negli anni ’60 del secolo scorso. Anche le rocce che affioravano dal terreno erano utilizzate; le più grandi, abilmente incise, servivano per la base della casedda , da quelle più sottili scheggiate si ricavavano le chiancarelle (pietre calcaree piatte) che, posate a secco (senza utilizzo di malta)  l’una sull’altra si elevavano in cerchi concentrici che man mano si restringevano fino a chiudere la volta conica. Diverse forme di pinnacoli chiudono il vertice del trullo: croci, stelle, sfere e altri simboli dal significato cristiano  o scaramantico. Per la pavimentazione del trullo si utilizzavano lastre sottili di pietra calcarea sapientemente levigate: le chianche. I trulli non sono molto grandi, non hanno finestre spaziose e neanche riscaldamento,  alcuni hanno solo dei grandi camini dove si poteva cucinare All’inizio venivano costruiti e smontati fino al ritorno dei pastori, ecco perché erano fatti senza cemento, con il passare del tempo invece li costruivano e lasciavano per il loro ritorno, infatti è per questo motivo che sono sparsi in tutta la campagna. Prima se ne trovava solo qualcuno qua e là, poi invece per ingrandirsi ne costruivano uno vicino all’altro per fare delle vere case perché diventavano sempre più abitazioni stabili. I nonni raccontano che queste casette sono fresche d’estate e calde d’inverno e che una volta finita la scuola molte famiglie  si trasferivano  per tanti mesi  per fare le vacanze, anche se non c’era illuminazione, il bagno e tutte le cose necessarie. Invece oggi i trulli sono diventati molto più accoglienti e sono delle vere e proprie case .

Quello che mi ha colpito di più è stato l’uso dei simboli sulla volta del trullo. Ogni rappresentazione grafica è semplice ma racchiude significati importanti che riguardano la religione cristiana ma anche l’astronomia.

Anna Palmisano, 1A,

Secondo Istituto Comprensivo Statale di Ceglie Messapica (BR)

Scuola Secondaria di Primo Grado ‘L. Da Vinci’

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