Stranieri a scuola: una risorsa da valorizzare. Classi italiane sempre più “a colori”

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Le aule scolastiche sono diventate, in una società multiculturale, veri e propri luoghi di incontro di lingue, tradizioni e costumi diversi. La scuola secondaria di primo grado dell’I.C.“Chiarelli”di Martina Franca non fa eccezione, in quanto il 7% degli alunni risulta di nazionalità non italiana. Quali sono le difficoltà incontrate nel mondo della scuola e nella società, quali le opportunità offerte dal nostro Paese, quali i sogni nel cassetto di questi giovanissimi studenti? Dai risultati di un’indagine condotta a scuola è emerso che molti degli alunni stranieri del nostro istituto (rumeni, albanesi, indiani, brasiliani) hanno frequentato la scuola primaria nel nostro Paese, il 53% anche la scuola dell’infanzia. È l’apprendimento dell’italiano a creare maggiori problemi ai giovani studenti, come emerge chiaramente dal questionario, in quanto spesso essi utilizzano a casa la lingua d’origine e sono, invece, costretti ad utilizzare a scuola un’altra lingua. Sono gli stessi intervistati a proporre delle soluzioni interessanti, quali la presenza costante di mediatori linguistici che, almeno agli inizi, facilitino la comunicazione con docenti e compagni, l’organizzazione di corsi pomeridiani di supporto allo studio e la partecipazione ad incontri di scambio culturale. Incoraggianti sono i dati relativi alla socializzazione: quasi nessuno ha incontrato difficoltà nel costruire nuove amicizie e pensa di essere giudicato o escluso per la propria nazionalità. L’indagine guarda anche al futuro: la maggior parte degli intervistati prevede di terminare in Italia i propri studi, di trovare lavoro e viverci stabilmente. Nostalgia e voglia di ritrovare amici e parenti non mancano, ma l’Italia sembra offrire maggiori opportunità di realizzazione professionale. Le classi multiculturali sono un’occasione di crescita per la scuola italiana, nonché lo specchio di come stia cambiando il nostro Paese, in un mondo sempre più globalizzato e senza barriere. Pertanto, è bene che tutti si impegnino affinché le aule scolastiche diventino veri e propri laboratori di convivenza e cittadinanza attiva.

CLASSE 1^B
I.C. “A.R. CHIARELLI” (Plesso “Battaglini”)

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